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Ternana, occhio alla cabala: con il Bari la svolta dell'andata

Luca Giovannetti
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Incredibile, ma vero. La Ternana di mister Tesser approda alla sfida casalinga contro il Bari dopo una striscia di risultati catastrofica e identica a quella antecedente al match vinto al “San Nicola” a metà novembre. Uguali i risultati (3 punti in 8 gare) e ovviamente uguale la media-punti (0,3 a partita). Una media che scaturisce da 3 pareggi (all'andata contro Latina, Avellino e Cittadella e al ritorno contro Bologna, Avellino e Cittadella) e da 5 sconfitte (nella fase ascendente del torneo contro Bologna, Virtus Entella, Livorno, Trapani e Carpi e in quella discendente contro Latina, Virtus Entella, Livorno, Trapani e Carpi). Insomma, nei disastrosi segmenti di campionato presi in esame, l'unica differenza è legata al punto conquistato a Latina (agli inizi di ottobre) e a Bologna (a metà febbraio) mentre il poker di ko registrato prima del giro di boa contro Virtus Entella, Livorno, Trapani e Carpi trova il bis in quello di ritorno.  Doppio tracollo Accorpando tali segmenti si approda ad uno score complessivo da brividi, con appena 6 punti all'attivo in 16 partite (nessuna vittoria, 6 pareggi e 10 sconfitte). Insomma, oltre un terzo di stagione letteralmente gettato al vento da Gavazzi e compagni. Che sono ancora a galla (sebbene ormai con l'acqua alla gola) soltanto grazie all'ottimo rendimento tenuto all'inizio di entrambi i gironi (17 punti in 8 partite, media 2,1) e a cavallo tra tredicesima e diciottesima giornata (11 punti in 5 partite, media 2,1). Punto di svolta All'andata dopo la sofferta vittoria di Bari i rossoverdi ingranano la quinta, pareggiando al “Liberati” contro lo Spezia e nel derby di Perugia, prima di superare in casa il Catania e in trasferta il Frosinone. Impossibile prevedere una analoga accelerazione adesso, ma di sicuro nel ciclo terribile che inizia contro Caputo e compagni è necessario conquistare almeno 5-6 punti nell'arco di 5 gare, per poi cercare di raccoglierne altrettanti negli ultimi 4 incontri stagionali, contro Pro Vercelli e Varese (tra le mura amiche) e contro Virtus Lanciano e Modena (fuori casa). Insomma per metabolizzare il crollo verticale accusato tra metà febbraio e fine marzo bisogna riprendere la marcia e bisogna farlo proprio nel momento in cui il calendario appare più ostico. In questa ottica servono furore agonistico e grande lucidità a livello tattico, ma anche grinta, determinazione e capacità di eliminare determinate sfasature difensive (in particolare sulle palle inattive). Ma soprattutto serve il migliore Felipe Avenatti, in quanto senza i suoi gol ottenere entro la fine del torneo le 3 vittorie e i 3-4 pareggi necessari per evitare i play out sembra utopia allo stato puro.