Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Grifo, furia Bisoli: "Che dobbiamo fare per avere un rigore?"

Daniele Cibruscola
  • a
  • a
  • a

Si racconta con i numeri la partita contro il Cesena. Due pali, una traversa, due contatti da rigore in area ospite e un malizioso tocco di mano. Più l'allontanamento dal campo, anzitempo, di Pierpaolo Bisoli. Ce ne è abbastanza da far sbottare il tecnico del Perugia a fine partita: “Gli episodi sono tutti contro. E adesso inizio a lamentarmi pure io, come tanti miei colleghi. L'arbitro mi ha cacciato ma io davvero non ho fatto niente, inveito, insultato, niente. Ho solo chiesto delucidazioni su un episodio. Anzi, dirò di più. Cosa deve succedere ai miei perché gli venga fischiato un rigore? E il contropiede stoppato per sanzionare un avversario? E perché ogni volta che la palla finisce in area è fallo nostro? E i soli 4' di recupero, con due espulsioni più la mia e più sei cambi a far perdere tempo? La mia società, i miei tifosi, la mia squadra meritano rispetto”. La rabbia è tanta, e Bisoli fatica a smaltirla: “Sì, sono arrabbiato, altro che deluso”. Ma il tecnico trova legittimo conforto nella prestazione della “mia squadra che ha giocato davvero, davvero un ottimo calcio. Ha schiacciato il Cesena in 11, in 10 e in 9 uomini. La barra è dritta. La strada è giusta. Abbiamo imboccato l'autostrada giusta e ora daremo giù il gas. Se continuiamo così, vedrete, a maggio ci divertiremo sul serio”. Gli chiedono: “Ottimista? Moltissimo. Il nostro portiere non si è nemmeno sporcato le mani”. Dopo la cacciata dal campo, Bisoli è andato a guardare la partita in gradinata, ma nello spicchio più insolito, quello di fronte alla linea difensiva del Perugia, lato Curva Sud: “Perché i movimenti di una squadra, la mia, si osservano da dietro. E lì potevo dare una mano. Gli ultimi 16 metri in attacco sono roba dei giocatori, l'allenatore incide niente in quella zona di campo”. Capitolo singoli: “Drolé? Ha scoperto che giocava alle 11 di mattina. Gli ho detto ‘parti titolare e mi fai vincere la partita'. Nessuno se lo aspettava. Merito dell'allenatore. Ora però dovrò preservarlo da chi lo additerà come nuovo Messi. Parigini? Serve pazienza. Abbiamo troppe aspettative, se capisce la mentalità della squadra può diventare un giocatore fondamentale”.