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Coppa Italia, il Grifo sogna la Juve: ma con il Latina è decisiva

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Nicola Uras
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Una settimana da vivere intensamente, che può dare una svolta alla stagione del Perugia. Martedì sera la bella trasferta a Verona per il quarto turno della Tim Cup. Il Perugia torna ad assaporare aria di serie A con un sogno nel cassetto: battere l'Hellas al Bentegodi significherebbe guadagnarsi la visita, a gennaio, allo Stadium e affrontare la Juventus. Sabato invece al Curi arriva il Latina, una squadra costruita per dare l'assalto alla serie A ma che si trova invece all'ultimo posto. Ma al di là dell'avversario il Grifo è chiamato al ritorno al successo per non vedere allontanarsi la zona play off. Proseguire il cammino in Tim Cup, tra l'altro, avrebbe grandissimi benefici a livello di casse societarie, due appuntamenti importanti che il Grifo non ha intenzione di fallire. Con la consapevolezza che la sfida con il Latina ha un valore più importante in termine pratici (la classifica di B non aspetterà in eterno le squadre nel limbo come quella biancorossa), mentre quella con l'Hellas Verona fa parte di quelle partite in cui va bene qualsiasi cosa arrivi. Di certo il Perugia metterà voglia e passione in entrambe. Con la vittoria del Bologna nel posticipo adesso il Grifo è soprattutto chiamato a non fallire il prossimo appuntamento in campionato. Un campionato che resta assolutamente positivo per la matricola allenata da Andrea Camplone pur restando latenti una serie di rimpianti. Alla classifica del Perugia mancano sette punti (Frosinone, Avellino, Varese, Ternana), quelli che avrebbero proiettato addirittura i biancorossi in testa alla classifica. Ma al di là dei punti che potevano essere e non sono stati, il Perugia deve capire come rendere più utile - ai fini della vittoria - l'enorme mole di gioco che si tramuta in possesso palla (migliore squadra del campionato) e predominio territoriale (seconda squadra della B). Il Perugia infatti si “consuma” nel ruminare gioco senza però avere pericolosità e concretezza negli ultimi sedici metri. Un peccato perché altri numeri indicano che la strada del possesso palla e del calcio manovrato è sicuramente buona. Il Perugia vanta infatti la seconda miglior difesa (13 gol al passivo contro i 12 del Modena), la percentuale più alta di passaggi riusciti e di palle giocate. Arranca invece sul fronte dei tiri dentro lo specchio della porta (una media di 4,5 a partita, tredicesimo posto). Ecco, il Perugia deve fare ancora l'ultimo step: aggiungere al possesso palla una maggiore capacità di verticalizzare negli ultimi venti metri e una maggiore cattiveria individuale al tiro. Senza dimenticare che anche nelle palle inattive - dove il Perugia non è mai pericoloso - occorre lavorare tanto. Passano Verona e Latina, due treni da prendere al volo.