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Derby, Ravanelli: "Grifo più forte, Falcinelli e Crescenzi decisivi"

Domenico Cantarini
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Facce da derby. Nell'epoca moderna nessuno più di Fabrizio Ravanelli e Riccardo Zampagna rappresenta colori e caratteri di Perugia e Ternana, del perugino e del ternano. Il derby, per il popolo biancorosso, sta tutto in un'immagine indelebile: Fabrizio Ravanelli che bacia il Grifo tatuato sulla spalla sinistra, sotto la bolgia del tifo biancorosso, al termine del successo al Liberati nel 2004. A dieci anni di distanza ‘Penna Bianca' racconta la sua peruginità tra emozioni e ricordi, in attesa della sfida di sabato. Come vive quest'attesa? “Non potrò essere sul campo ma è come se fossi lì con il Grifo. Speriamo che vada bene e che sia una bella partita, spettacolare e ricca di emozioni. Il Perugia è qualitativamente superiore alla Ternana”. La sua carriera è ricca di successi, le sfide con la Ternana della stagione 2004-05 dove li mette? “Da capitano del Perugia, poter rappresentare la mia peruginità al Liberati e andare a dominare il derby è una soddisfazione che rimane dentro per sempre. Il nostro pubblico era fantastico, ricordo ancora la coreografia con scritto ‘come a casa nostra'. Quell'anno stravincemmo sia all'andata che al ritorno, è stata un'esperienza bellissima”. Cosa rappresentano per lei i colori biancorossi? “Quando uno è perugino non c'è nulla da fare, questi colori si amano. Si ama il Grifo nel bene e nel male. E' un amore viscerale. Spero che sabato possa arrivare un'altra grande soddisfazione per il Perugia”. Perugino come lei, attaccante come lei, per Diego Falcinelli quali consigli ha? “Sicuramente starà vivendo la settimana con molta tensione, vorrà spaccare il mondo. Il suggerimento è di entrare in campo sereno e con gli occhi da tigre, come devono fare tutti i grifoni. Queste gare le porta a casa la squadra che ha più tranquillità. Serve la cattiveria giusta, senza perdere la lucidità per rendere al cento per cento”. Ha allenato Crescenzi all'Ajaccio, lo immaginava protagonista in biancorosso? “Quando mi ha chiamato Goretti gli ho suggerito di prenderlo perché Alessandro parte avvantaggiato rispetto ai giovani di oggi, ha la mentalità del giocatore di una volta, dell'epoca mia: professionalità, cattiveria e determinazione. Anche zoppo farà sempre la sua partita. Per me non è una sorpresa, è un giocatore fantastico. Ha tutto per arrivare in serie A: qualità, fisico, testa e soprattutto una grande umiltà”. In definitiva, un uomo da derby? “Assolutamente. E' un giocatore che va bene sempre: sia se c'è da usare il fioretto, sia se la partita è una guerra”. Chi sta meglio tra le due squadre? “Il Perugia è favorito, ma in una gara così tutto può succedere. Ho avuto la fortuna di giocare anche i derby di Roma e Torino e, per esempio, l'anno dello scudetto con la Juve, una stagione fantastica, abbiamo perso entrambi i derby. Sarà una gara molto maschia, decisa dagli episodi”. Ha molto da perdere il Perugia? “Entrambe si giocano parecchio, ma per la classifica è presto. Sarebbe diverso un derby nel finale del girone di ritorno. Il Perugia è stato allestito benissimo dal presidente e da Goretti, Camplone sta facendo un lavoro straordinario, ci sono tutti i presupposti per fare un'annata fantastica. E magari gridare anche al miracolo. Ho visto tutte le squadre di B, il Grifo ha la qualità per arrivare in fondo”.