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Grifo, centrocampo decimato e attacco in crisi

Nicola Uras
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Emergenza, ancora emergenza. E' la chiave del momento per il Perugia. Se tutto girava bene nelle prime partite, ora invece va tutto al contrario. Errori e infortuni. Soprattutto infortuni. Piove sul bagnato, in particolare a centrocampo. La tegola Rossi e Giacomazzi - entrambi andati a referto domenica sera per ingannare chissà chi - sono out e a loro si è aggiunto Fossati. Il centrocampista ha chiesto il cambio al 14' della ripresa e al Curi si è fatto il punto della situazione dei tre infortunati. Tutti e tre faranno gli esami del caso martedì ma l'indiscrezione parla di stop di un mese per il centrale uruguagio e per il centrocampista di proprietà del Bari. Su Rossi invece nessuno si sbilancia. Una mazzata i tempi di recupero di Giacomazzi e Fossati. Se l'indiscrezione trovasse conferma nella giornata di martedì i due potrebbero saltare dalle cinque alle sei partite. Tante. Assenti e rientri Ai tre infortunati occorre aggiungere altri assenti. A iniziare dal lungodegente Baldan sino ad arrivare agli squalificati di lungo corso (Lanzafame e Fabinho) e recenti (Taddei più Verre che sarà sanzionato dal giudice sportivo). Ci sono però dei rientri. Innanzitutto Nicco che ha scontato il suo turno di squalifica, poi i tre nazionali (Goldaniga, Parigini e Lo Porto, tutti in campo tra martedì e mercoledì). Reparto sulle ginocchia E se la difesa, nonostante le assenze di Baldan, Giacomazzi e Rossi, ha ancora tre interpreti di ruolo, a centrocampo la situazione è più drammatica. Senza Taddei, Verre e Fossati vengono a mancare tutte le opzioni per quanto riguarda il ruolo di metronomo del centrocampo. E anche numericamente - Lignani non ha certo i 90' sulle gambe - la coperta è cortissima. Abili e arruolabili sono soltanto Fazzi e Nicco, due mezzali. Ai due si potrebbe aggiungere Crescenzi ormai trasformatosi da esterno mancino tutta fascia a jolly extralusso. Le soluzioni Modulo e uomini, non sono tanti gli “incastri” a disposizione di Andrea Camplone. Se tornasse al 3-5-2 significherebbe sistemare la difesa con Goldaniga e Flores ai lati di Comotto, Del Prete e Vinicius sulle corsie esterne, mediana operaia con Fazzi, Nicco e Crescenzi più due punte tra Falcinelli, Perea e Rabusic. Una variante al modulo di riferimento generale sarebbe il 3-4-1-2 con Parigini trequartista, magari al posto di Vinicius, con Crescenzi nuovamente a sinistra, Nicco e Fazzi portatori d'acqua. Con il nazionale under 19 tra le linee si potrebbe sopperire alla mancanza del regista innescando un pizzico di qualità e fantasia. Oppure Camplone potrebbe confermare il 3-4-3 (linea di centrocampo con Del Prete, Fazzi, Nicco e Crescenzi) con possibilità di “armeggiare” nel tridente scegliendo tra quattro giocatori (Parigini, Falcinelli, Rabusic e Perea). Difficile un ritorno all'amato - ma accantonato - 4-3-3. Attacco da rianimare Se l'errore di Koprivec si è preso tutte le copertine della sconfitta di domenica, da segnalare un impietoso dato statistico: nelle ultime quattro partite (Modena, Brescia, Spezia, Frosinone) il Perugia ha segnato solo una volta e per giunta su calcio di rigore (Taddei contro la formazione di Iaconi). Nonostante varie soluzioni le punte sono rimaste a secco. Il riscatto, per forza di cose, passa anche e soprattutto dai loro gol.