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Guidi: "I nodi lavoro e disabilità: qui serve alternanza"

Mauro Barzagna
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Alessandro Antonini Antonio Guidi, già ministro della famiglia con il primo Berlusconi, è candidato come capolista al Senato nel listino proporzionale nella squadra dei Fratelli d'Italia. La definizione di paracadutato è stata respinta in primis dai vertici Fdi umbri, con Franco Zaffini- candidato dietro di lui - che ha spiegato "Siamo noi che ci siamo paracadutati su di lui, è un onore per FdI dell'Umbria poter candidare Guidi". Medico, specializzato il psichiatria, ha un cursus honorum con pochi pari. E' attento a tutti i temi, dal lavoro, alla sicurezza e passando per il turismo. E il sociale. Unico ministro disabile: “e lo dico con orgoglio”, sottolinea lo stesso Guidi. Guidi di che cosa hanno bisogno prima di tutto l'Umbria e l'Italia? L'Umbria è la lente d'ingrandimento del Paese. E l'Umbria ci dice intanto che il diritto all'alternanza politica è il principio fondamentale della democrazia. Mai come oggi la regione ha bisogno di un cambiamento radicale dei partiti politici. C'è stato il centrosinistra e ora ci vuole centrodestra. Quali sono le emergenze da affrontare subito? Il primo problema il lavoro: per chi ce l'ha e lo sta perdendo e per chi non ce l'ha. Servono finanziamenti ad hoc e un'azione di defiscalizzazione. Senza il lavoro non c'è futuro per noi e per i nostri figli. Secondo punto la sicurezza: le grandi città hanno una quota di criminalità fisiologica che è comunque inaccettabile, ma è spaventoso che in Umbria anche nei piccoli paesi si viva nel terrore dei furti e della criminalità, con soggetti che agiscono quasi nell'impunità e un'immigrazione gestita in maniera scriteriata da parte del Governo e della Regione. La terza priorità non può non essere la famiglia: va protetta in tutte le fasi. La terza priorità è la famiglia: proteggerla in tutte le parti della sua vita, anche quando invecchia. E ancora, il turismo: non è possibile che una regione meravigliosa come l'Umbria abbia solo turismo di nicchia. Chi va alla cascata delle Marmore va solo lì, chi va Assisi idem. Dobbiamo invece promuovere un turismo regionale. Per fare questo servono le infrastrutture… Non solo le infrastrutture, che sono fondamentali, ma anche una mentalità diversa. Un turismo diffuso su tutta la regione. Chi, tornando all'esempio di prima, va a visitare le cascate delle Marmore, dopo deve andare a consumare a Terni. Servono incentivi e anche qui un'azione di defiscalizzazione. Come è affrontato in Umbria il tema della disabilità? La disabilità è supportata oggi solo da associazionismo e volontariato, tranne per alcuni esempi come il Serafico. Questa è una regione che tende a erogare pochi servizi e non fornire certezza dei provvedimenti economici. Che vengono concessi prevalentemente alle solite cooperative. Le famiglie le ho visitate quasi tutte: al di là dei colori politici ci dicono che non possono manifestare il dissenso perché sennò vengono punite. Giorgia Meloni ha proposto sottosegretariato alla giustizia sociale e disabilità, il raddoppio delle pensioni di invalidità, più voce alle associazioni. Anche su questo fronte c'è un problema infrastrutturale da superare: le barriere architettoniche… Si parla tanto di grandi progetti infrastrutturali ed è giusto, danno coraggio e anche lavoro. Una grande infrastruttura deve essere appunto l'abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali: non solo per i disabili ma anche per donne incinte, bambini e anziani. Voglio poi dire che non lascerò l'Umbria. Non credo nel ricatto di chi dice che se verrà eletto farà, se non verrà eletto non farà. Comunque vada, io resterò per liberare la regione dai bisogni che vedo e per dare voce a chi non ne ha.