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Modena: "La ripresa economica sarà possibile solo alleggerendo le tasse"

Mauro Barzagna
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Sabrina Busiri Vici PERUGIA - Spostarsi da una parte all'altra dell'Umbria per spiegare alla gente che quello del centrodestra è l'unico governo possibile l'appassiona molto. Non si stanca mai e con orgoglio ribadisce che il suo impegno politico nasce dai tempi del liceo. Fiammetta Modena, avvocato perugino, militante di Forza Italia fin dalla prima ora, nella legislatura del 2010 ha dato battaglia dagli scranni dell'opposizione al governo di centrosinistra della Regione. Fedelissima del Cavaliere, la sua esperienza politica e amministrativa conta anche incarichi nei direttivi del partito sia a livello nazionale, quale responsabile del dipartimento per la cooperazione sociale e welfare; sia locale, alla guida della sezione enti locali. Ora Fiammetta Modena è capolista al Senato per FI e oggi alle 19 chiuderà la campagna elettorale a Perugia, al ristorante la Dolce vita. Perché gli umbri dovrebbero votarla, ci dia tre ragioni. "Perché vivo e lavoro in Umbria. Poi perché ho sempre fatto politica in questa regione. E, infine, perché posso assicurare il massimo impegno per garantire e tutelare il nostro territorio e anche servire il Paese nel migliore dei modi". Tema centrale della sua campagna elettorale? "La ripresa economica. Finora abbiamo fatto i conti con quella dichiarata a parole, nella stampa e non nei portafogli dei cittadini. Un bluff che si riscontra soprattutto nella nostra regione. La soluzione prioritaria del centrodestra è la diminuzione della pressione fiscale perché consente alle aziende di investire in posti di lavoro, consumi e sviluppo". Perugia è a rischio di spegnimento anche secondo lo studio recente di Confcommercio. Lei che ne pensa? "L'amministrazione comunale attualmente ha inventato di tutto e di più per ridare vitalità al centro storico. Se poi allunghiamo lo sguardo su un piano nazionale, c'è una naturale tendenza allo spopolamento delle acropoli a favore di posti più facilmente raggiungibili dalle famiglie, su questo bisogna ragionare per evitare che i nostri bellissimi centri diventino dei musei per turisti. Per farlo bisogna intervenire a livello nazionale con una progettualità organica. In sostanza i livelli di intervento sono due perché capisco anche la Confcommercio locale che lancia l'allarme e sollecita interventi a supporto dei commercianti, ma anche in questo caso parlerei di priorità da dare alla diminuzione della pressione del carico fiscale soprattutto in relazione agli immobili e agli affitti". Rigurgito di forze estremiste: come comportarsi? "Ci vuole misura nel giudicare i fenomeni. Gli scontri vanno monitorati, condannati ma non enfatizzati. Forse i fatti di Milano e Torino richiedono qualche riflessione in più. Ma, in sostanza, l'Italia ha visto cose ben più gravi e superato periodi peggiori; ora c'è un modo vario di esprimere un disagio generalizzato causato dalla situazione economica del Paese e dal racconto a livello centrale di una ripreso che non c'è. E' chiaro che questo genera interperanza. Direi che sono molto più preoccupata del traffico di persone che scrivono in arabo sulle bacheche dei social". La sua lunga militanza ed esperienza che supporto le danno in questa corsa al Senato? "Questa candidatura mi ha profondamente emozionato. E mi sto anche divertendo tantissimo a fare campagna elettorale. Detto questo, porto l'esperienza di chi ha iniziato l'attività politica da ragazzina, al liceo. Ho visto tutto, dal ciclostile ai giornali online. Posso dire che sono stata in FI dal 95 e non ho mai cambiato collocazione politica, sono rimasta attaccata al simbolo nella buona e cattiva sorte. E poi ho la piena consapevolezza che i problemi dell'Umbria hanno una loro specificità e una evoluzione, perciò in senato posso portare la capacità di vedere l'Umbria in divenire". La curiosità merita un domanda extra rispetto allo standard di cinque. Nella candidatura al Senato lei è stata preferita a Laffranco, come sono ora i suoi rapporti con lui? "Ottimi. La politica è una ruota, può capitare di stare sopra o sotto".