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Serrani: "Investiamo per i nostri giovani le cifre destinate agli immigrati

Mauro Barzagna
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Giuseppe Magroni Claudio Serrani, 50 anni, padre di Michele e perito agrario è candidato nel collegio uninominale Umbria 2 per il Senato nelle liste di CasaPound perché credo che l'Italia possa avere ancora un futuro”. “Lavoro nell'azienda di famiglia - dice - dove ora dopo aver svolto varie mansioni ricopro la carica di presidente. Sono inoltre impegnato attivamente nel sociale dove svolgo varie attività”. A Terni gli stranieri regolari sono 13.191, l'11,6% della popolazione totale. E' una cifra sostenibile?  “Sarebbe già poco sostenibile se gli stranieri fossero ben inseriti nel tessuto sociale e lavorativo senza gravare nelle tasche degli italiani, cosa che invece non è. Si tratta di flussi non più sopportabili dal territorio”. Qual è la vostra ricetta per la sicurezza? “Premesso che non esistono ricette per la sicurezza, potrei suggerire il potenziamento di tutti i corpi di polizia, fino ad arrivare all'impiego dell'esercito. Per gli italiani rei la certezza della pena, per gli stranieri rimpatrio immediato con l'obbligo di scontare la pena nel loro paese di origine e divieto assoluto di rientro in Italia”. L'altra emergenza è il lavoro che non c'è. Qual è la vostra proposta? “Con 1.200 euro al mese manteniamo un immigrato in Italia; con la stessa cifra potremmo investire sui giovani creando nuove opportunità, evitando lo sfruttamento di lavoratori immigrati e controllando il lavoro nero. Per quanto riguarda l'invecchiamento demografico, proponiamo il reddito nazionale di natalità, incentivi per le famiglie numerose e il mutuo sociale per l'acquisto della prima casa con priorità per le giovani coppie”. L'Ast sta per essere venduta. Molti osservatori temono che il nuovo acquirente chiuderà l'area a caldo, l'acciaieria, facendo restare a viale Brin solo la laminazione e riducendo così moltissimo gli occupati. Cosa dovrebbe fare il governo per tutelare l'acciaio ternano? “L'Ast non può essere venduta ad una società straniera, ma inglobata in una struttura modello Iri con il compito di salvare e sviluppare aziende di particolare interesse strategico”. Sono 130 anni che Terni vive all'ombra dell'acciaieria. Per lei Terni deve restare essenzialmente industriale oppure cercare di diversificare la sua economia? “La soluzione non può essere la diversificazione in quanto il territorio ternano offre poche prospettive , ma sviluppare l industria, nello specifico l'acciaieria e le aziende satellite quali energia , trasporti e terziario”.