Morire di clima: Italia al sesto posto al mondo nell'ultimo decennio

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Morire di clima: Italia al sesto posto al mondo nell'ultimo decennio

Nel 2018 il Paese più colpito è il Giappone. Lo rileva il Climate Risk Index 2020 di Germanwatch

04.12.2019 - 10:46

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Roma, 4 dic. - (Adnkronos) - Nell'ultimo decennio, l'Italia è stata il sesto Paese al mondo per morti da eventi climatici estremi. Un dato inquietante che dimostra tutta la fragilità del nostro Paese ma anche come le condizioni meteorologiche estreme, legate ai cambiamenti climatici, stiano colpendo non solo i Paesi più poveri come Myanmar e Haiti, ma anche alcuni dei Paesi più ricchi del mondo.

Tanto che nel 2018 è stato il Giappone il Paese più colpito dagli eventi meteorologici estremi, seguito da Filippine, Germania, Madagascar, India, Sri Lanka, Kenya, Rwanda, Canada e Fiji. Lo rileva il Climate Risk Index 2020, lo studio annuale realizzato da Germanwatch che calcola in quale misura i Paesi del mondo sono stati colpiti da eventi climatici estremi (tempeste, inondazioni, ondate di calore, ecc.) e li classifica in base alla loro vulnerabilità a tali eventi.

Tornando all'Italia, nel 2018 il nostro Paese si classifica al 21esimo posto nel mondo per impatti da eventi climatici estremi nel 2018, dato che tiene conto delle perdite di milioni di dollari per persona, per cui l’Italia si classifica all’ottavo posto nel mondo; morti, per cui l’Italia si classifica 28simo posto; perdite di unità del Pil per cui l’Italia si classifica 27simo posto nel mondo.

Considerando invece l’ultimo decennio (1999-2018), l’Italia risulta al 26esimo posto nel mondo nella classifica generale; al 18esimo posto per perdite di milioni di dollari per persona; al sesto per morti.

Il rapporto sottolinea anche l'importanza dei negoziati della Cop25. Secondo gli autori, infatti, nonostante gli impatti climatici comincino a causare perdite e danni permanenti in tutto il mondo, non esiste ancora uno specifico strumento finanziario delle Nazioni Unite rimborsare le perdite legate al clima.

Finora i Paesi industrializzati si sono rifiutati di negoziare tale strumento ma, per la prima volta quest’anno, durante la Cop25, il sostegno finanziario per le perdite e i danni legati al clima è in cima all'ordine del giorno. Per i Paesi più poveri e più vulnerabili, questo vertice sul clima riveste quindi la massima importanza, in quanto chiedono che gli Stati arrivino ad un accordo, o almeno ne riconoscano la necessità, per un aiuto concreto verso coloro che più sono vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici.

Altrimenti il rischio è che i Paesi più poveri continueranno a dipendere dai prestiti per far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici, il che potrebbe risultare in un debito eccessivo, minando economie spesso già vulnerabili.

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