Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid, ripresa dei contagi. Cartabellotta (Gimbe): "Quarta dose urgente. Da scuola e mezzi pubblici aumento imprevedibile"

Esplora:

  • a
  • a
  • a

Dopo quattro settimane in calo, tornano a salire i casi Covid in Italia: l'inversione della curva, infatti, parla di un +11,3% rispetto alla settimana precedente. I dati emergono dal monitoraggio della Fondazione Gimbe, che evidenzia comunque come i ricoveri - sia ordinari che nelle terapie intensive - continuino a scendere. Nel dettaglio, quelli ordinari sono 373 in meno (9,6%), quelli nelle intensive 13 in meno, l'8%. Inoltre, continua anche il calo dei decessi: sono stati 334 (-12,8%), di cui 29 riferiti a periodi precedenti.

 

 

Insomma, se da un lato sale la preoccupazione per la ripresa dei contagi, dall'altro si nota come la malattia nella forma più grave sembra essere ancora lontana. Ma guai ad abbassare la guardia, soprattutto tra le persone fragili. Ed è per questo che il presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, torna a chiedere con insistenza il completamento del ciclo vaccinale. "I dati indicano segnali di ripresa della circolazione virale da monitorare con attenzione nelle prossime settimane, vista la concomitanza di vari fattori che possono determinare un aumento dei nuovi casi di imprevedibile entità: riapertura delle scuole, maggiore frequentazione dei luoghi chiusi con l’arrivo dei primi freddi, decadenza dell’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici dal 30 settembre. Ecco perché alle porte dell’autunno è fondamentale per le categorie a rischio effettuare al più presto il secondo richiamo, visto il declino dell’efficacia vaccinale nei confronti della malattia grave dopo 120 giorni", ha detto. "Dopo 4 settimane consecutive di calo si registra un modesto aumento dei nuovi casi – prosegue Cartabellotta – che passano da quasi 108 mila a 120 mila, con una media mobile a 7 giorni di oltre 17 mila casi al giorno". In sei Regioni si registra un calo percentuale dei nuovi casi (dal -1,5% della Sicilia al -13,1% della Calabria), in quindici Regioni incrementi molto eterogenei (dal +0,1% dell’Abruzzo al +58% della Provincia Autonoma di Bolzano). Rispetto alla settimana precedente, in trentasei Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,3% di Genova al -35,9% di Vibo Valentia), mentre settanta Province segnano un incremento (dal +0,2% di Verona al +88,9% di Biella); stabile la Provincia di La Spezia. L’incidenza rimane sotto i 500 casi per 100.000 abitanti in tutte le Province: dai 67 casi per 100.000 abitanti di Barletta-Andria-Trani ai 384 di Vicenza.

 

 

Sul fronte ospedaliero l'analisi è stata affidata a Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe: "Continua la discesa nei ricoveri sia in area medica (-9,6%) che in terapia intensiva (-8%)". In otto settimane i ricoveri sono scesi rispettivamente da 434 a 150 in area critica e da 11.124 a 3.495 in area medica. Al 20 settembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 5,5% in area medica (dal 3,2% della Toscana al 19,4% della Valle D’Aosta) e dell’1,6% in area critica (dallo 0% di Molise e Valle d’Aosta al 4% della Provincia Autonoma di Bolzano). "In lieve diminuzione gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 14 ingressi/giorno rispetto ai 16 della settimana precedente".