
Covid, Bassetti: "No al tamponificio e alla quarta dose per tutti"

L'ondata estiva del Covid 19 sembra aver raggiunto il suo picco, con dati in calo da quattro giorni rispetto alla settimana precedente. Un picco arrivato nonostante la maggior parte delle persone sia asintomatica o con lievi sintomi, con la caccia al tampone che ha portato all'innalzamento dei casi. "No al tamponificio - dice l'infettivologo Matteo Bassetti in un'intervista a La Verità - E' una cosa completamente sbagliata. Oggi abbiamo creato il piccolo chimico del 2020. L’altro giorno abbiamo fatto 600.000 tamponi, tutti cercano il Covid e magari arrivi all’ospedale con una polmonite devastante da streptococco e sei però positivo al Covid. Ma è lo streptococco che devi curare non il Coronavirus. L’unica ricerca che facciamo è Covid sì/no dimenticando tantissime altre malattie infettive. Con letalità che vanno dal 4% al 10%. Se il tampone è negativo non è che non hai niente. Semplicemente non hai il Covid".
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Il medico, direttore della clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, spiega: "In due anni la scienza ha fatto enormi progressi", fra il virus del 2020 e quello di oggi c’è "una differenza tutta clinica. Prima di tutto strutturale. Chiamiamola genetica e biochimica. Il virus ha subito centinaia di mutazioni. Quello del 2020 non trovava anticorpi. Ed entrava come se fosse in autostrada dentro i polmoni. Oggi si concentra sulle tonsille. E in più trova anticorpi. Coloro che sono solo vaccinati. Coloro che sono guariti. Chi oltre alla guarigione ha fatto la vaccinazione. Le forme gravi si vedono ancora ma nei pazienti immunodepressi (leucemici, trapiantati, oncologici). Ma questo è sempre successo. Anche con normali virus influenzali. Nel 2020 su cento malati ne vedevi anche venti con malattie polmonari gravi. Oggi con Omicron lo 0,1% è già tanto".
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E parlando di quarta dose di vaccino, Bassetti è molto chiaro: "Gli over 80, vale a dire i più fragili, avrebbero dovuta farla nella prima parte del 2022. Così non è stato. L’informazione ha parlato di altro. La guerra, ad esempio. È su di loro che dobbiamo concentrarci. Di over 80 con tre dosi in terapia intensiva ne vediamo eccome. E pensare oggi di proporre la quarta dose a tutti mettendo sullo stesso piano il sessantenne sano con il novantenne bronchitico cronico, cardiopatico e cortisonizzato è profondamente sbagliato. In più dobbiamo essere chiari: farsi la quarta dose non significa non aver bisogno dei richiami annuali. Non vedo affatto l’urgenza a luglio di vaccinare con la quarta dose persone che abbiano meno di 80 anni. Le miocarditi e pericarditi da virus nei più giovani mi preoccupano molto di più. Gli effetti collaterali nelle vaccinazioni ci sono e non vanno sottaciuti ma spiegati. E se si verificano risarciti. Serve un’analisi costi benefici. Io nella mia esperienza, di miocarditi da vaccino non ne ho viste. E comunque la miocardite si autolimita spesso e volentieri. Non significa un cuore sfasciato per tutta la vita".
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