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Covid, aumentano i casi. Cartabellotta: "Situazione sotto controllo". Pregliasco: "Fragili tengano mascherina"

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Il Covid torna a farsi spazio tra gli italiani. La fase critica della pandemia sembra ormai alle spalle, ma i bollettini quotidiani parlano di casi in aumento costante, con l'incubo "nuove restrizioni" sempre dietro l'angolo, nonostante sia passato talmente poco tempo dalla fine dello stato di emergenza e dell'obbligo dell'uso delle mascherine, sia all'aperto che al chiuso.

 

 

Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, al momento "la situazione è sotto controllo, anche se la circolazione virale è aumentata così come è aumentato il dato dei tamponi. In ospedale ci sono stati piccoli movimenti. Comunque quando la circolazione virale aumenta seppur un modesto impatto sugli ospedali c’è. Dobbiamo abituarci a queste ondate più piccole che però saranno frequenti con la nuova subvariante che è più contagiosa. Se questi aumenti ci sono nella stagione estiva è un conto, ma una circolazione di questo tipo ad autunno mi preoccuperebbe un po' di più perché alla fine il virus finisce per comandare sempre lui", ha detto intervenendo ai microfoni de L'Italia s'è desta su Radio Cusano Campus. Sull’addio alle mascherine al chiuso, invece, Cartabellotta ha spiegato che "la decisione di mantenerla solo in alcuni luoghi credo sia stata una decisione di compromesso. Mi piacerebbe che al di là dell’obbligo ci fosse una considerazione di tipo sociale, cioè laddove c’è assembramento dovrebbe essere utilizzata". 

 

 

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale e direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi di Milano, ai microfoni di Cusano Italia Tv ha quindi parlato di "andamenti ondulanti. Ci aspettiamo ancora una risalita dei casi in inverno, ma dobbiamo prevedere un rialzo anche questa estate sperando che si possa gestire questa situazione molto meglio rispetto al passato, anche perché abbiamo degli ottimi farmaci" rispetto alle precedenti ondate. Per quanto riguarda la mascherina, "siamo a due anni e mezzo di pandemia, è difficile far mantenere in maniera stringente le misure e nel momento in cui non si riesce è meglio allargare un po' le maniche. La decisione è una decisione politica che rientra nelle decisioni dei Paesi che hanno deciso di mitigare questo virus. Dobbiamo ricordarci che ogni contatto interumano è a rischio d’infezione, a oggi c’erano le condizioni per aumentare i contatti e il volume della vita. A questo punto, con il caldo, raccomandiamo l’uso della mascherina che è mandatoria per le persone fragili e per coloro che le assistono, perché abbiamo riaperto e c’è un fisiologico rialzo, a questo si aggiungono due varianti che hanno una maggiore diffusività".