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Covid, Bassetti: "Rischio nuova variante per la bassa copertura vaccinale dei profughi ucraini"

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Il basso numero di ucraini vaccinati potrebbe scatenare una nuova variante Covid. Lo ha detto all'Adnkronos salute Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova. Per il medico, il rischio che l’emergenza sanitaria in Ucraina, paese con una bassa percentuale di vaccinati contro il Covid, possa scatenare una nuova variante del virus "c’è perché ci sono tutte le condizioni: un’alta circolazione del virus, una bassa copertura vaccinale (inferiore al 40%), condizioni socio-economiche disagiate, nessuna o bassa attenzione alle misure di protezione, condizioni climatiche di inverno pieno con maggiore possibilità di assembrarsi in luoghi chiusi. Inoltre non credo che ci siano laboratori di virologia in grado di sequenziare per capire cosa sta succedendo. Se anche ci fosse nessuno se ne accorgerebbe", avverte Bassetti.

 

 

Proprio per questo è arrivato il via libera alle vaccinazioni anti Covid per i rifugiati in arrivo in Italia. Lo riporta una lettera del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, alle Regioni. "A seguito degli eventi attualmente in corso in Ucraina, nei giorni scorsi sono giunti in Italia numerosi cittadini di nazionalità ucraina e tale flusso continuerà certamente nelle prossime settimane. Ciò premesso, in analogia a quanto già posto in essere lo scorso mese di agosto in favore dei cittadini di nazionalità afghana, si ritiene opportuno offrire loro la possibilità di vaccinazione". Il Generale chiede alle Regioni "di provvedere alla vaccinazione dei cittadini di nazionalità ucraina ospitati in Italia attraverso la generazione dei codici Stp, straniero temporaneamente presente".

 

 

L'allarme viene lanciato anche dall'Oms: Mike Ryan, direttore del programma per le emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, durante una conferenza stampa, ha affermato che "ogni volta che si mettono letteralmente in movimento milioni di persone, si crea una situazione che le malattie infettive sfrutteranno". "Le persone sono stipate insieme, sono stressate e non mangiano, non dormono bene. È molto più probabile che la malattia si diffonda", ha aggiunto. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dichiarando che l’organizzazione è "profondamente preoccupata" per le segnalazioni ricevute sugli attacchi alle strutture sanitarie e ai lavoratori.