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Covid, continuano a calare i contagi ma altri 334 morti. In netta discesa i ricoveri

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Mentre l’Europa vede allentarsi la morsa del Covid il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) avverte che la pandemia "non è finita". Secondo la direttrice Andrea Ammon infatti è "probabile" che il virus "rimanga fra noi" e non è assolutamente detto che Omicron sia "l’ultima variante che vedremo".

 

 

L'Iss (Istituto superiore sanità) fa sapere che il tasso di mortalità standardizzato per età, relativo alla popolazione di età over 12 anni, nel periodo da metà dicembre a metà gennaio, per i non vaccinati (103 decessi per 100.000 ab.) risulta circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da 120 giorni (12 decessi per 100.000 ab.) e circa 23 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (4 decessi per 100.000 ab.).Il tasso di ospedalizzazione standardizzato per età relativo alla popolazione over 12 anni nel periodo 24/12/2021-23/01/2022 per i non vaccinati (399 ricoveri per 100.000 ab.) risulta circa sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da 120 giorni (72 ricoveri per 100.000 ab.) e circa dieci volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (39 ricoveri per 100.000 ab.).

 

 

Intanto continuano a calare i contagi Covid in Italia mentre è in lieve salita il numero dei morti e il Paese supera i 10 milioni di guariti. I dati del ministero della Salute certificano quella che il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro definisce una "fase di chiara decrescita". Qualcosa migliora insomma, come dimostra il passaggio della Sicilia da arancione a giallo, ma la morsa della pandemia si fa ancora sentire come evidenzia al contrario il passaggio del Molise da bianco a giallo. I dati del bollettino confermano dunque un calo dei casi con 67.152 nuovi contagi contro i 75.861 di ieri e un calo anche del tasso di positività al 10,1% con 663.786 tamponi. In leggero aumento purtroppo i decessi che si attestano a 334 contro i 325 del giorno prima e un totale delle vittime da inizio pandemia a 150.555. Salgono invece a oltre 10 milioni i guariti: con l’incremento odierno di 129.293 sono infatti 10.089.429 gli italiani che si sono negativizzati. Altro dato positivo è quello dei ricoveri: -57 il saldo delle terapie intensive con 100 nuovi ingressi e 1.265 ricoverati. In netta discesa anche i ricoveri in reparto a -530 con un totale di 16.824 pazienti ospedalizzati. La variante Omicron è ancora oggi quella predominante: secondo l’indagine rapida condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, al 31 gennaio scorso la variante era stimata al 99,1%, con una variabilità regionale tra il 95% e il 100%, mentre la Delta era allo 0,9% del campione esaminato (range: 0% -5%).