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Covid, nella fascia 12-39 anni rischio maggiore di ospedalizzazione per chi ha tre dosi? Lo spiega Broccolo a La7

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Ospite della trasmissione Dimartedì su La7, condotta da Giovanni Floris, il biologo Francesco Broccolo - docente di Microbiologia Clinica all'Università Milano-Bicocca - ha analizzato il report esteso Iss (Istituto Superiore di Sanità) di inizio febbraio che certifica un dato sicuramente anomalo: ogni centomila persone della fascia tra i 12 e 39 anni in ospedale ci sono 23 persone con due dosi da meno di 120 giorni e 28 invece con il booster.

 

 

"Questo dato è passato inosservato. Piuttosto bizzarro. Chi è boosterizzato ha un rischio maggiore di essere ospedalizzato. Quale spiegazione? Probabilmente chi ha il booster si sente protetto, sicuro. E così magari allenta l'attenzione, si protegge meno. Toglie la mascherina, sta poco attento al corretto distanziamento. Spesso è capitato anche a me, qualche paziente mi dice se può togliere la mascherina perché ha tre dosi" ha spiegato il biologo. Insomma la causa può essere troppa sicurezza. Ma non solo. Ci sarebbe anche un'ipotesi biologica. La spiega lo stesso Broccolo in tv. "Puo essere ipoteticamente causa anche del fenomeno Ade, cioè quando il titolo anticorpale è molto alto e c'è una quota non neutralizzante, come in questo considerato che Omicron è molto diverso rispetto al virus primitivo, con anticorpi che anziché bloccare il virus lo traghettano nella cellula. Questo dato si ripete da tre settimane, va valutato attentamente".

 

BROCCOLO A LA7: CLICCA QUI

 

Nei giorni scorsi il report Iss aveva certificato che la mortalità per Covid nelle persone non vaccinate è 25 volte superiore rispetto a chi ha fatto la dose booster. "Il tasso di mortalità standardizzato per età, relativo alla popolazione di età dai 12 anni in su - si legge nel rapporto -, nel periodo 10/12/2021-09/01/2022, risulta circa 8 volte più alto per i non vaccinati (78,6 decessi per 100.000 abitante) rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (9,5 decessi per 100.000 abitanti) e circa 25 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (3,2 decessi per 100.000 abitanti).