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Irccs San Raffaele, la sfida dei nuovi criteri di appropriatezza per i ricoveri in riabilitazione

Beretta: “La sfida è affrontare al meglio la sperimentazione dell'uso della nuova Sdo” Fini: “L'introduzione della Sdo riabilitativa ci permetterà di tracciare il quadro reale per definire il percorso assistenziale più efficace e vantaggioso per i pazienti"

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Il futuro dei percorsi riabilitativi appropriati passa per una codificazione uniforme e flussi informativi omogenei. E’ quanto emerge dal confronto tra esperti, svolto presso l’IRCCS San Raffaele Roma, sui nuovi criteri di appropriatezza per i ricoveri in Riabilitazione. L’appuntamento ha visto la partecipazione di: Massimo Fini, Direttore Scientifico IRCCS San Raffaele Roma; Giovanna Beretta, Presidente SIMFER “Società Italiana Medicina Fisica e Riabilitativa” e Direttore SC Medicina Riabilitativa e Neuroriabilitazione Ospedale Metropolitano Niguarda; Valter Santilli, professore ordinario Medicina Fisica e Riabilitativa Università di Roma “Sapienza; Marco Franceschini, coordinatore delle attività di Ricerca Clinica in Riabilitazione Neuromotoria IRCCS San Raffaele Roma; Federico Posteraro, Direttore Area Funzionale Omogenea Nord - Dipartimento di Riabilitazione Usl Toscana Nord Ovest; Carlo Damiani, Responsabile Reparto Neuromotoria IRCCS San Raffaele Roma e segretario generale SIMFER; Maurizio Volterrani, responsabile Dipartimento Scienze Cardiologiche e Respiratorie IRCCS San Raffaele Roma.

Si avvicina lo start per la sperimentazione della nuova SDO (scheda di dimissione ospedaliera) riabilitativa, a cui ha aderito la maggior parte delle Regioni italiane. E si entra nella fase più importante che inciderà sui percorsi assistenziali post acuzie che hanno fatto emergere una pesante disomogeneità nella codificazione e quindi nel flusso dei dati utili alla programmazione sanitaria territoriale. Perché domanda e offerta siano appropriate e soprattutto rispondenti al miglior percorso riabilitativo possibile per il singolo paziente, “la sfida che ci attende è affrontare al meglio la sperimentazione dell’uso della nuova SDO – afferma Giovanna Beretta, Presidente SIMFER – sarà una fase sicuramente utile e sarà solo un primo passo. Iniziamo dalla compilazione della Sdo, in modo da descrivere dettagliatamente i nostri pazienti. Vediamolo come un momento costruttivo e positivo”.

La Scheda di dimissione ospedaliera sarà derimente rispetto a varie questioni. E’ lo strumento da utilizzare nella fase di passaggio e presa in carico dalle strutture sanitarie che erogano assistenza nella fase acuta a quelle che dovranno poi occuparsi della fase di riabilitazione; rappresenta un passaggio importante che incide non solo sulla qualità del percorso assistenziale riabilitativo ma anche sulla gestione sanitaria delle strutture, sui costi e sulle tariffe del Sistema. “La Sdo riabilitativa è una novità per gran parte del territorio, ma è uno strumento adottato già da anni nel Lazio e di recente dall’Emilia Romagna, può consentire di definire il quadro reale della situazione, secondo parametri comuni – spiega il Direttore scientifico dell’IRCCS San Raffaele Roma, Massimo Fini – la parola chiave è omogeneità. Le Sdo, permetteranno di utilizzare un unico linguaggio, potranno offrire un flusso di dati sovrapponibili, sulla cui base potranno poi essere verificati e praticati i nuovi criteri di appropriatezza dei ricoveri, in considerazione delle esigenze reali”. Il confronto continuerà e il prossimo appuntamento farà il punto sul Manuale di compilazione delle SDO.