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Pfizer: "Nostra pillola anti Covid riduce dell'89% il rischio di morte ed è efficace contro la variante Omicron"

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Annuncio importante da Pfizer, l'azienda farmaceutica statunitense che ha realizzato uno dei vaccini anti Covid più utilizzati. Pfizer ha stavolta annunciato che i trial della sua pillola anti Covid, denominata Paxlovid, hanno confermato che il farmaco è efficace nell’evitare le conseguenze più gravi del coronavirus. Uno studio di laboratorio ha inoltre dimostrato che la pillola è efficace contro la variante Omicron. L’azienda farmaceutica ha riferito che se il farmaco viene somministrato entro tre giorni dall’insorgenza dei sintomi, il rischio di ospedalizzazione e di morte viene ridotto dell’89 per cento. E' probabile quindi che i risultati dei test accelerino l’iter per l’approvazione della pillola anti Covid da parte della Fda statunitense. 

 

 

Intanto sul fronte vaccini è intervenuto l'esperto Andrea Crisanti, su La7: "Quanto funziona il mix di vaccini? Non abbiamo dati, non sappiamo quale sia la protezione - ha affermato il virologo, che ha posto domande relative alla vaccinazione eterologa contro il coronavirus, ormai di routine con la nuova fase della campagna di vaccinazione -. Un’informazione necessaria nel prossimo futuro riguarda la protezione per la popolazione. I dati li otteniamo dai trial delle case farmaceutiche, che si sono concentrate su singoli vaccini. Non ho dubbi che la vaccinazione eterologa protegga per un certo periodo, ma non abbiamo di fatto i dati per capire chi è più o meno protetto", ha dichiarato l'esperto a L’aria che tira su La7.

 

 

Crisanti ha quindi aggiunto: "Nessuno sa quale sia la combinazione migliore, perché nessuno ha fatto uno studio - ha sottolineato il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova - Noi facciamo riferimento a dati di Pfizer e Moderna che sono coerenti con una vaccinazione basata su due dosi di un unico vaccino. Noi abbiamo creato diversi regimi di immunizzazione e diventa difficile quale sia l’effettivo livello di protezione e molte decisioni in futuro si baseranno sul livello di protezione della popolazione, non sul numero di vaccinati".