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Vaia, proposta a I Lunatici: "Stop al bollettino, campana a morte che non ci dice più nulla"

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Intervento del direttore dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, a I Lunatici, su Radio2. "Dobbiamo distinguere tra quello che appare sui quotidiani e che riflette ovviamente un po' di disorientamento da quella che è la realtà. Io ho proposto lo stop al bollettino dei contagiati per come lo intendiamo ora. Una campana a morte che non ci dice più nulla. Dobbiamo guardare al tasso di ospedalizzazione ed in particolare al tasso di ospedalizzazione delle terapie intensive. La campagna vaccinale che abbiamo effettuato ci pone a distanza siderale rispetto all’anno scorso. Ci vuole equilibrio, i numeri di ora erano attesi. E guardando le persone in terapia intensiva, numero molto ma molto molto molto minori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, bisogna farne l’identikit. Oggi in terapia intensiva finiscono, parlo dei dati dello Spallanzani, per due terzi non vaccinati. L’altro terzo è composto di persone che hanno molte altre malattie ed una età particolarmente avanzata", ha sottolineato Vaia. 

 

 

E ancora: "Quando potremo dire che è passata? Secondo me ci siamo vicini. Dobbiamo tirare un po' il collo per questo 2022 e arrivare finalmente a fare un vaccino come succede per l’influenza. Un vaccino di richiamo annuale che sia aggiornato. Bisogna chiamare le aziende a fare presto a riaggiornare i vaccini sulle varianti", ha aggiunto ancora Vaia.

 

 

"Che Natale sarà? Non ho la palla di vetro, né sono un mago. Mi aspetto che se noi aumentiamo la nostra capacità di vaccinazione e tutti manteniamo la calma e rispettiamo le regole, compresa la famosa mascherina, sarà un Natale tranquillo e sereno - ha affermato il direttore dello Spallanzani di Roma -. Teniamocele strette le cose che riabbiamo conquistato. Ce le teniamo con il vaccino e con atteggiamenti saggi. Ad esempio, se sono allo stadio e la mia squadra segna un gol, devo evitare di saltare addosso al mio amico, abbracciarlo e baciarlo. La prudenza deve rimanere. Questo è un bene prezioso che abbiamo acquisito. Ma io credo molto nel popolo italiano".