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Covid, Locatelli: "Lockdown ai non vaccinati impraticabile. Sarà un Natale migliore di quello passato"

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"La praticabilità in termini concreti e operativi e la compatibilità con diritti costituzionali credo sia alquanto problematica, è una soluzione non proponibile, ha un suo razionale medico, ma la misura non è considerabile". Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid, ospite a "Mezz’ora in più" su Rai3 in merito a un possibile lockdown per i non vaccinati. Sul prolungamento dello stato di emergenza ha rivelato: "Sarà riconsiderato più in là, la decisione è tutta politica, ma può fermarsi al 31 gennaio 2022 e poi occorre un decreto legislativo per il cambiamento di norma. Se è allo studio? Non credo, ma non se ne è affatto discusso. Glielo dico sul mio onore". Infine sui farmaci anti Covid: "Il molnupiravir della Merck è stato approvato nel Regno Unito e Aifa si è già attivato per avere dossier, valutare i dati e vedere l’applicabilità del presidio terapeutico, ma ricordiamoci che non sostituisce il vaccino. Poi c’è il Paxlovid, il farmaco di Pfizer, un inibitore della proteasi. Abbiamo a disposizione anche i monoclonali, sono costosi, ma potremo metterli a disposizione gratuitamente". 

 

Il presidente del Css si è poi soffermato sulle festività prossime venture: "Cosa possiamo fare per arginare la quarta ondata? Reiterare il messaggio di indossare le mascherine, evitare gli assembramenti, far capire che la situazione non è messa alle spalle, servono comportamenti responsabili", ha aggiunto, spiegando che "al Natale mancano ancora tanti giorni, ma sarà connotato da maggior socialità rispetto all’anno scorso. Siamo 5 punti sopra alla Germania per vaccinanti e pure sopra alla Francia. Dobbiamo convincere chi è restio, riluttante e resistente e dobbiamo continuare con la dose booster o addizionale seguendo criterio di fragilità della popolazione, anche qui siamo già al 35% di chi l’ha ricevuta". 

 

 

E sulla terza dose: "Faremo tutti la terza dose? Concentriamoci sulle fasi identificate. Vaccinare i bambini? La risposta è netta, quando saranno approvati da Ema e Aifa non vedo perchè non offrire vaccinazione alla fascia 5-11 anni. In America lo fanno già. Seppur raramente i bambini sviluppano forme grave di malattia o di Covid-19, dobbiamo tutelare la loro socialità e fare di tutto per mantenere scuole aperte, inutile lamentarsi poi dei risultati dei test Invalsi. E poi si fa anche per ridurre la circolazione del virus nel Paese", ha concluso.