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Eutanasia, Governo nei guai: malato tetraplegico diffida i ministri Cartabia e Speranza. La storia di Mario

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La questione eutanasia piomba sul tavolo del Governo Draghi, con la diffida a due ministri (Marta Cartabia e Roberto Speranza) da parte di Mario, (nome di fantasia), malato tetraplegico da 10 anni di Ancona. "Il 27 agosto 2021, a un anno dalla richiesta alla struttura pubblica sanitaria di verifica delle proprie condizioni di salute (al fine di attivare il percorso stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato-Dj Fabo che prevede che l’aiuto al suicidio non costituisce reato in certe condizioni), Mario, 43 anni e malato tetraplegico da 10, tramite il suo collegio difensivo, ha inviato una lettera di messa in mora e diffida ad adempiere ai ministri Roberto Speranza (Salute) e Marta Cartabia (Giustizia), mettendo a conoscenza anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi".

 

 

Questo quanto comunicato in una nota dall’Associazione Luca Coscioni, che sta seguendo il suo caso. La nuova azione legale arriva dopo la denuncia alla Asur Marche per la mancata verifica delle sue condizioni volte ad accertare il suo diritto sancito dalla Consulta. "Mario continua la sua battaglia e - si legge nella nota - ha chiesto che il Governo attivi tutti i propri poteri per attuare il suo diritto a poter accedere legalmente al suicidio assistito. "Mario ha deciso di rivolgersi al Governo affinché ripristini la legalità violata da un’inerzia delle istituzioni competenti", ha dichiarato Filomena Gallo, co-difensore di Mario e segretario Associazione Luca Coscioni.

 

 

A causa prima del diniego e poi dell’inerzia dell’Asur Marche, ha ripercorso ancora la vicenda l’associazione Coscioni, Mario si è visto costretto a ricorrere ai Tribunali per chiedere che il servizio sanitario si attivasse per adempiere ad un obbligo di legge. Nonostante il Tribunale di Ancona abbia ordinato all’Asur di effettuare le verifiche sulle condizioni di Mario, ad oltre un anno dalla prima richiesta l’uomo è ancora in attesa, sia della verifica delle sue condizioni sia di qualsiasi tipo di comunicazione in grado di giustificare le ragioni di tale ritardo, "costretto ad una condizione di sofferenza contro la sua volontà", ha fatto notare l’associazione. 

 

 

I legali di Mario hanno quindi spiegato che l’esecutivo ha "il dovere di attivarsi, in virtù della Costituzione, in sostituzione di tali istituzioni nel caso di mancato rispetto del diritto e nello specifico, come prevede l’art. 120 Cost. - si legge - quando lo richiedono la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali".