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Covid, Roma è un focolaio: "Paghiamo per i festeggiamenti degli Europei"

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Boom di contagi Covid a Roma. La capitale è diventata una sorta di focolaio perché nel giro di tre settimane il dato sui nuovi casi è quintuplicato diventando in scioltezza il dato più alto di tutta Italia. Nella settimana da lunedì 28 giugno a domenica 4 luglio i casi erano 293. In quella appena conclusa, da lunedì 12 luglio a domenica 18, sono diventati, a Roma, 1368. Un aumento del 450%. Un dato abnorme e che genera paura. Oltre che qualche polemica.

 

 

"Stiamo pagando il cosiddetto 'effetto Gravina' ma senza complicazioni negli ospedali. I casi sono ancora destinati ad aumentare per l’effetto del calo di tensione in occasione dei festeggiamenti per gli Europei, che durerà ancora alcuni giorni. I positivi sono in prevalenza giovani ancora non vaccinati e questo significa, ancora una volta, quanto sia importante vaccinarsi e raggiungere l’immunità di gregge. La situazione è sotto controllo e nel Lazio i casi attualmente positivi complessivi sono la metà di altre grandi regioni, quindi nessun allarme e vaccinarsi. Ancora una volta ricadono sulle spalle del SSR e dei suoi operatori, l’onere e gli effetti del calo di tensione" ha dichiarato l’assessore alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria, Alessio D’Amato.

 

 

Il bollettino di oggi 20 luglio, nel Lazio, dice che "su oltre 11mila tamponi nel Lazio (+55118) e oltre 21mila antigenici per un totale di quasi 33mila test, si registrano 681 nuovi casi positivi (+247), 1 decesso ( = ), i ricoverati sono 133 (+3), le terapie intensive sono 28 (-1), i guariti sono 212. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 5,9% ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende allo 2%. I casi a Roma città sono a quota 557. Superate 6,3 milioni di dosi somministrate da inizio campagna vaccinale, nel Lazio il 60% della popolazione adulta ha concluso il percorso vaccinale.