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Covid, balzo del tasso di positività: 1,9%. Registrati 3.127 nuovi casi e 3 morti

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Continuano ad aumentare i contagi Covid in Italia e il tasso di positività, oggi domenica 18 luglio 2021, registra un notevole balzo in avanti: 1,9% contro l'1,3% di ieri. Il bollettino del Ministero della Salute racconta di 3.127 nuovi casi (ieri 3.121) e 3 morti (ieri 13). I contagi sono emersi da 165.269 tamponi eseguiti, tra antigenici e molecolari (ieri 244.797). 

 

 

Più o meno stabili i numeri delle terapie intensive, in lieve calo rispetto a ieri: sono 156 i pazienti totali ricoverati in rianimazione (6 meno di ieri). Mentre nei reparti ordinari sono aumentati i pazienti: 25 in più rispetto a ieri, per un totale di 1.136 persone. Sono invece 501 i pazienti dimessi e guariti nelle ultime 24 ore dal Covid, per un totale di 4.113.478 dall'inizio della pandemia. Le vittime, da febbraio dello scorso anno, sono state 127.867.

 

 

Non si deve pensare che tutto sia finito ma invece correre a vaccinarsi se non lo abbiamo ancora fatto ed essere accorti nei comportamenti e nel programmare le nostre vacanze per non esporci al rischio di ritrovarsi in situazioni "difficili da gestire". È il monito di Sergio Abrignani, immunologo del Cts, intervistato dal Corriere della Sera. "L’esperienza di Paesi dove la variante Delta ha preso a diffondersi un mese prima dell’Italia ci indica che il Covid potrebbe essere declassato a un’influenza con un semplice gesto. Se tutta la popolazione si sbrigasse a vaccinarsi il rischio di piangere altri morti diventerebbe insignificante" sottolinea. "Sono sempre 2,4 milioni gli over 60 scoperti, il 15%. Sono un grande problema" spiega l’immunologo, favorevole all’obbligo vaccinale, ma "ci vorrebbe legge ad hoc che porterebbe con sé polemiche infinite. Invece serve compattezza. Ecco allora che una forma di obbligo indiretto come lo strumento della certificazione verde appare un buon compromesso". "Condivido l’impostazione del presidente francese Macron. Da noi bisognerà ispirarsi a quel modello" prosegue. Ad ogni modo, "nelle terapie intensive e nei reparti di medicina la situazione è sotto controllo. Ci aspettiamo un tasso di letalità dieci volte inferiore rispetto a quando i vaccini non erano disponibili" conclude.