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Covid, l'Ordine dei medici: "Su seconda dose vaccino decida chi cura in base a caratteristiche del cittadino"

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"Sulla seconda dose del vaccino anti-Covid deve decidere il medico. Il vaccino è un farmaco. I farmaci devono essere somministrati dietro prescrizione medica e ogni camice bianco si assume la responsabilità di quello che fa. Non si possono delegare decisioni sulla vita delle persone a chi non ha competenze. Deve decidere il professionista il tipo di vaccino sulla base delle indicazioni fornite dalle agenzie regolatorie e in base alle caratteristiche del cittadino". Ne è convinto il presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, che all’Adnkronos Salute commenta l’autorizzazione alla somministrazione di un vaccino a mRna per gli under 60 che hanno fatto una prima dose di Astrazeneca.

 

 

"Ricordo che oggi il vaccino Astrazeneca oggi può essere utilizzato dai 18 anni in su. Perché questa è l’indicazione dell’Aifa e dell’Ema. Poi il Governo dice che è raccomandabile non farlo sotto i 60 anni e il medico, nel momento in cui dovrà scegliere, terrà conto della raccomandazione del Cts", dice Anelli, sottolineando che "il problema oggi è che i vaccini sono stati utilizzati fuori dal binario ordinario, che prevede, appunto, che il medico prescriva assumendosene la responsabilità, come è sempre stato, nel pieno rispetto dell’appropriatezza. Questa è la regola. E credo si debba tornare all’ordinario se si vuole vaccinare con i medici. Se invece qualcuno pensa che i medici non debbano essere coinvolti, ci mettiamo da parte".

 

 

È chiaro che con la pandemia "abbiamo avuto una serie di anomalie che sono anche legate alla disponibilità del vaccino presente in un determinato momento. Ma visto che ora abbiamo tutti e 4 i tipi di vaccino ora lasciate che i medici decidano sulla base delle caratteristiche del cittadino e sulla base delle indicazioni di ministero della Salute e agenzie regolatorie"  conclude Anelli.