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Covid, variante indiana si diffonde tra i vaccinati con una sola dose. L'allarme parte dal Regno Unito

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La variante indiana sta ostacolando le riaperture nel Regno Unito. Tutta colpa della variante indiana che, stando ad alcuni studi britannici, contagia con maggiore frequenza chi non ha avuto il Covid e coloro che sono stati vaccinati con una sola dose. Come noto la politica britannica è stata quella di vaccinare in massa con una prima dose, in particolare il siero AstraZeneca, per poi rimandare più possibile il richiamo. Una strategia che adesso sta incontrando dei problemi come ha fatto notare in un Tweet anche il virologo Roberto Burioni: "La situazione nel Regno Unito sta peggiorando, a causa della variante "indiana" che si diffonde con particolare intensità tra non vaccinati e i vaccinati con una sola dose". L'esperto dunque bolla come una "pessima idea" la scelta di vaccinare con un'unica dose. "Fortunatamente l'efficacia della vaccinazione completa (mRNA) sembra mantenuta", conclude Burioni.

 

 

Solo due giorni fa, infatti, il premier Boris Johnson ha paventato l'ipotesi di un rallentamento delle riaperture proprio a causa del diffondersi della variante indiana. "Potremo essere costretti ad aspettare", aveva detto. Il Corriere della Sera cita i dati diffusi dalla Reuters secondo i quali nell'ultima settimana nel Regno Unito ci sarebbero stati circa 7 m ila casi di variante indiana, il doppio di una settimana prima. In Gran Bretagna sono state somministrate più di 50 milioni di dosi di vaccino contro il Covid: oltre 31 milioni di cittadini hanno avuto la prima dose e più di 18 milioni anche la seconda.

 


In una prima fase, vista la carenza di vaccini, si era deciso di rimandare i richiami. Ora però con la diffusione sempre più pressante della variante indiana, con focolai importanti, il governo sta accelerando sulle seconde dosi. Infatti uno studio della Public Health England ha confermato che i vaccini di Pfizer- BioNTech e AstraZeneca contro il Covid-19 sono "molto efficaci" contro la malattia sintomatica causata dalla variante indiana, ma solo dopo la somministrazione della seconda dose. Con una sola dose la protezione è del 33% contro la variante indiana rispetto al 50% di efficacia contro la variante inglese.