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U-Mask, stop alla vendita delle mascherine dei vip: potenziale rischio per la salute

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Il ministero della Salute ha bloccato la vendita della mascherine U-Mask come dispositivo medico. La decisione, viene spiegato, è stata presa perché erano state certificate da un laboratorio privo di autorizzazione. Il prodotto sarà ritirato dal mercato.

 

 

La decisione arriva dopo che i carabinieri del Nas di Trento hanno segnalato al Ministero che le mascherine U-Mask risultavano come dispositivi medici in base a certificazione di un laboratorio "privo di autorizzazione", sottoscritta da un soggetto senza laurea. Il Ministero di conseguenza evidenzia i "potenziali rilevanti rischi per la salute" derivanti "dall'assenza di un regolare processo valutativo". Le mascherine U-Mask - oggetto anche di un servizio inchiesta di Striscia La Notizia - erano state definite quelle dei vip perché utilizzate da Chiara Ferragni e Fedez ma anche da diverse federazioni sportive, in Formula 1 l'hanno utilizzata Ferrari e Mercedes, così come molti politici italiani del Parlamento. Questo sistema di protezione era stato distribuito in ben 121 Paesi del mondo.

 

 


La Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della Salute segnala di essere "venuta a conoscenza di irregolarità nel processo di immissione in commercio" delle U-Mask, perché, "come peraltro riscontrato anche da una verifica sul sito web" la "conformità del prodotto è basata anche sulla scorta di certificazione rilasciata da un laboratorio di analisi che" è risultato "privo di autorizzazione sanitaria e sottoscritta da un soggetto privo dei prescritti titoli abilitativi (non in possesso di laurea)". E quindi ci sono potenziali rischi "in termini di sicurezza ed efficacia" e una "conseguente assenza di garanzia sull'effettiva adeguatezza come strumento di prevenzione dei contagi". Data "l'emergenza sanitaria in corso ed il conseguente acuirsi dei rischi" il provvedimento ha "carattere d'urgenza". Entro cinque giorni l'azienda dovrà provvedere anche al ritiro dal mercato dei prodotti a sue spese. E l'ottemperanza alle disposizioni sarà verificata dai carabinieri del Nas. Il prodotto viene "cancellato dalla Banca Dati dei dispositivi medici" e l'azienda potrà presentare ricorso allo stesso Ministero o al Tar.