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Covid, gli anestesisti: "In terapia intensiva non è l'età del paziente a dettare la priorità delle cure"

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La priorità delle cure in terapia intensiva non deve essere dettata dall'età. Lo sostiene la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) che con i colleghi della Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni (Simla) ha diffuso il documento "Decisioni per le cure intensive in caso di sproporzione tra necessità assistenziali e risorse disponibili in corso di pandemia di Covid 19" che è disponibile nel sistema nazionale delle linee guida dell'Istituto superiore della sanità. Nel documento, frutto di sei mesi di lavoro, vengono ribaditi i principi etici e giuridici alla base del Servizio sanitario nazionale: diritto alla salute, principio di uguaglianza e pari dignità sociale, dovere di solidarietà, universalità ed equità, rispetto dell’autodeterminazione. Tra le altre cose si legge che "i trattamenti di supporto vitale" in terapia intensiva "devono essere assicurati al maggior numero possibile di pazienti che ne possano trarre benefici". E ancora: "l'età" più o meno avanzata "non è un criterio" per decidere la priorità di ricovero in questi reparti, "ma va considerata nel contesto della valutazione clinica globale della persona malata". E "dai criteri di triage sono esclusi il criterio cronologico (ordine di arrivo) e quello casuale (sorteggio), in quanto non eticamente sostenibili".