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Coronavirus, dieta chetogenica possibile terapia: lo studio dell'Università di Padova. Come funziona

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"Verificare l’efficacia di una dieta mediterranea chetogenica normocalorica, avvalendosi anche dell’utilizzo di preparati chetogenici (Rkp), su pazienti ricoverati in ospedale con diagnosi clinica di Covid-19, ma non sotto ventilazione invasiva". È l’obiettivo di una ricerca, prima nel suo genere, annunciata dall’Università degli Studi di Padova. L’idea è che la dieta chetogenica "potrebbe migliorare la risposta immunitaria, modulare al contempo la risposta infiammatoria e ridurre la virulenza tramite la riduzione della glicemia come suggerito da tre studi pubblicati recentemente". Una sorta di "terapia" alimentare. Lo studio - spiegano da UniPd - è stato approvato dal Comitato etico per le sperimentazioni cliniche della Provincia di Vicenza e il reclutamento dei pazienti è già iniziato.

 

 

Vi sono numerose evidenze scientifiche - ricordano dall’ateneo - su come l’obesità e il diabete di tipo 2 siano dei fattori di rischio per le complicanze da infezione da Sars-CoV-2 e come siano collegati a una prognosi meno favorevole. "La dieta chetogenica (meno di 30 grammi al giorno di carboidrati o 5% delle calorie totali) ha dimostrato ampiamente di essere più efficace, almeno nel breve-medio termine, sulla riduzione del grasso, soprattutto viscerale, del colesterolo totale e della glicemia; appare quindi come un potenziale approccio preventivo nei confronti delle complicanze da Covid-19 e soprattutto contro la cosiddetta ’tempesta citochinicà", si legge in una nota. Ma "l’utilizzo della dieta chetogenica come terapia in pazienti Covid-19 è un nuovo approccio" da esplorare, "seppur con solide basi fisiopatologiche".