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Casciari bastona il Pd: "E' il 'partito monocratico', Verini mi ha esclusa senza motivo"

Alessandro Antonini
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Non è il Partito democratico, ma "il partito monocratico". Che a queste elezioni sta giocando a perdere: una "mossa dell'arrocco". Il j'accuse tutto interno (i Dem umbri non sono nuovi al fuoco amico) è della consigliera regionale in carica Carla Casciari, che ha scritto una lettera al segretario nazionale Nicola Zingaretti. Non è stata ricandidata, nonostante sia stata la donna più votata nel 2015 (4.634 preferenze) sul territorio di Perugia. E' stata messa alla porta dal commissario Walter Verini, senza motivo a suo dire, nonostante l'indicazione favorevole del Pd comunale di Perugia. "Il commissario", ha scritto Casciari "ha scelto di ricandidare tutti i consiglieri regionali uscenti del Pd, inclusi coloro i quali sono stati membri dell'ultima giunta regionale (il vice presidente e attuale presidente facente funzione Fabio Paparelli, ndr) tanto criticata dai vertici di questo partito. Tutti, tranne me. Dopo aver appreso dai giornali che il mio nome sarebbe rimasto sospeso per 24 ore per poi essere definitivamente escluso al momento della presentazione ufficiale delle liste. Questo accadeva il 25 settembre scorso. Sono ancora in attesa di una spiegazione dal commissario. Cosa è successo in quelle ore difficili per il commissario? Eppure il mio nome era nella rosa dei nomi proposta dalla segreteria comunale del Pd di Perugia, non ero soggetta ad una richiesta di deroga così come non è stato per un altro consigliere uscente. Ho presentato il mio bilancio di mandato come lo Statuto regionale impone, ho versato regolarmente il contributo mensile al Pd umbro. E sebbene la mia città di Perugia esprima ben cinque candidati Pd di genere maschile è stata solo una donna (Valeria Cardinali, ex senatrice ed ex assessore comunale con Boccali con delega all'urbanistica) ad essere prescelta. E mi chiedo da donna, sapendo che lei è un grande sostenitore della parità di genere: un cittadino del capoluogo, che ricordo essere ancora uno dei bacini di consenso più importanti del Pd, perché dovrebbe avere la possibilità di votare una sola donna, unica preferenza al femminile?". Il riferimento per niente nascosto è alla volontà del Pd umbro di "blindare" i voti perugini per una sola candidata (in ticket con gli uomini), così da favorirne l'elezione. Eppure Casciari, che viene dall'Idv, è soggetto politico che attrae consensi fuori dall'area ex Ds. Quello che avrebbe potuto essere un valore aggiunto. "Mi chiedo, e chiedo a lei che in questo momento è il mio segretario", scrive ancora Casciari (già vicepresidente della prima giunta marini in quota Idv) rivolgendosi a Zingaretti, "come posso giustificare un simile trattamento ai miei elettori, amici, sostenitori, persone che non comprendono come mai sia stata letteralmente scartata dal commissario Verini?  La mia esperienza amministrativa precedente e quella attuale nel PD, seppur breve rispetto ad altri percorsi, è stata intensa e produttiva e mi ha reso capace di attrarre consensi anche fuori dal partito, di cui resto una convinta sostenitrice purché resti un Pd aperto alla società civile e non autoreferenziale. Come può una lista essere competitiva se si gioca ad escludere? Con quale criterio il commissario Verini ha scelto di non candidarmi quando la segreteria cittadina mi aveva incluso nella lista dei candidabili? Forse non ho maturato una necessaria anzianità di iscrizione al Pd?". Casciari lamenta anche la mancata convocazione della commissione di garanzia cui avrebbe potuto appellarsi. Poi conclude profilando il rischio una sconfitta, nonostante lei assicura che si sta impegnando per la vittoria di Vincenzo Biaconi". La decisione di inasprire le correnti nelle correnti per colpire alla fine chi – come la sottoscritta - nelle correnti non ha fatto neanche in tempo ad entrare, premiando invece opportunismi del momento non farà bene al Pd e neanche alla mia amata Umbria. Sembra quasi che il partito a guida Verini abbia giocato la mossa dell'arrocco, quando invece in questa partita a scacchi era opportuno avanzare. Il momento storico per la nostra regione è veramente delicato, il risultato della competizione regionale metterà alla prova anche la tenuta del governo. Sarò sempre una sognatrice di sinistra e  continuo ad impegnarmi perché prevalga la coalizione del candidato presidente Vincenzo Bianconi".