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Umbria, percorre 110 chilometri al giorno per consegnare la posta

In una frazione c'è un solo residente

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 L’Umbria santa, l’Umbria guerriera, l’Umbria verde e oggi anche l’Umbria in miniatura. Guida d'eccezione un portalettere di Poste Italiane, che conoscendo i territori come nessun’altro, si è dimostrato cicerone perfette. Sin dalla nascita di Poste Italiane nel 1862, quella del portalettere è sempre stata una figura speciale nell’immaginario collettivo, un punto di riferimento del nostro Paese, che si è evoluto di pari passo con l’azienda, ma che ha conservato, soprattutto nelle piccole realtà, una sorta di magia. 
Gaetano Garrubba, 42 anni, padre di due figli e da 18 anni dipendente Poste, arriva da Collegiacone e tutte le mattine parte dal centro di Cascia per iniziare la sua gita fuori ordinanza. “Ogni giorno percorro 110 chilometri tra Monteleone di Spoleto e Poggiodomo, attraverso strade strette che costeggiano le montagne”. Poggiodomo, uno dei comuni più piccoli d’Italia e il più piccolo dell’Umbria, ha tra le sue frazioni un altro primato: Roccatamburo e Usigni sono borghi con pochi abitanti, rispettivamente solo 15 e 1.