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Marco Pantani, cosa successe al Giro d'Italia del 1999. Le testimonianze e la promessa di Cairo: "Il suo nome sulla Coppa"

Le Iene e il servizio di stasera su Italia 1

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Urbano Cairo, presidente di Rcs Media Group e patron del Giro d’Italia, acconsente a mettere il nome di Pantani sulla coppa del Giro d’Italia del 1999. Lo dice nel servizio delle Iene di stasera martedì 13 ottobre su Italia1.

Il mito del ciclismo quell’anno non vinse perché fu fermato dopo un esame antidoping. Marco Pantani è stato ritrovato senza vita il 14 febbraio 2004, nella sua stanza d’hotel al residence Le Rose di Rimini.  Per la giustizia si è trattato di overdose da cocaina, ci sono delle incongruenze nelle indagini mostrate in alcuni servizi.

 

 

Nel Giro del 1999 Pantani potrebbe essere stato incastrato. “La cosa più vera è che quel Giro d’Italia era stato stravinto da Marco”, afferma Mario Cipollini.

Le cose cambiarono per Pantani il 5 giugno a Madonna di Campiglio quando, alle ore 10.10 locali, furono resi pubblici i risultati dei consueti controlli svolti dai medici dell'UCI in quella stessa mattinata sugli atleti. Test che riscontravano nel sangue di Pantani una concentrazione di globuli rossi superiore al consentito: il valore di ematocrito rilevato al romagnolo era infatti del 51,8%, di poco superiore al margine di tolleranza dell'1% sul limite massimo consentito dai regolamenti, 50%.

Nell'occasione, Pantani, pur non risultando positivo a un controllo antidoping, fu comunque legittimamente escluso dalla corsa a scopo precauzionale, in base ai regolamenti sportivi da poco tempo introdotti a tutela della salute dei corridori. La sospensione di 15 giorni causò l'esclusione immediata dalla "Corsa rosa" A questa notizia, la squadra del Pirata si ritirò in blocco dal Giro. Paolo Savoldelli, nonostante fosse subentrato al primo posto in classifica, rifiutò di indossare la maglia rosa alla partenza della tappa del Mortirolo, rischiando una squalifica.

La tappa fu poi vinta dallo spagnolo Roberto Heras, mentre la maglia passò a Ivan Gotti, che la portò fino all'indomani, trionfando a Milano. Secondo Andrea Agostini, all'epoca addetto all'ufficio stampa della Mercatone Uno, Pantani effettuò due controlli: il venerdì sera (in autonomia, come era prassi consolidata al tempo tra i corridori[122]) e il sabato pomeriggio, quest'ultimo in un centro medico specializzato di Imola. Entrambi evidenziarono un valore di ematocrito attorno a 48%, quindi nettamente entro i limiti stabiliti dai regolamenti. A posteriori, alcuni membri del suo entourage dichiararono che già la sera prima in albergo circolasse la voce che Marco non sarebbe partito all'indomani.