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Città di Castello, nuovo impianto di climatizzazione per conservare le opere di Burri

Ripresi gli interventi per evitare la formazione di muffe e sbalzi termici per i capolavori del maestro

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Si concluderà a ottobre l’intervento sugli impianti termici e di climatizzazione nelle 11 strutture che custodiscono le opere del maestro Alberto Burri. Un’operazione, quella ripresa in questi giorni, dopo l’avvio registrato in primavera, poi stoppato a causa del lockdown, che serve soprattutto a conservare correttamente le opere del maestro, dal momento che gli sbalzi termici favoriscono la comparsa di muffe che rischiano di rovinare le opere. 
Ad essere interessati da questo intervento sono stati 4.600 metri quadrati di superficie pavimentale, preceduti dalla rimozione di ben 1.800 metri quadrati di opere parietali. In questo modo, come detto, sarà risolto il problema degli sbalzi termici e delle temperature eccessivamente fredde in inverno e calde in estate, analogamente a quanto avviene nella maggior parte dei musei in tutto il mondo.

 

 

Fino ad ottobre, dunque, gli ex seccatoi del tabacco di Rignaldello resteranno aperti solo nella parte sotterranea, riservata alle opere grafiche di Burri. Tutti e 11 i capannoni, come detto, sono stati svuotati delle opere del maestro per consentire il montaggio nel sotto pavimento del riscaldamento a serpentine e il recupero e il ripristino delle vecchie prese d’aria sia per l’aria calda che per l’aria fredda. Con un risparmio futuro della bolletta energetica di circa il 70%, oltre ad un netto miglioramento del microclima interno a salvaguardia delle opere d’arte realizzate dal maestro Burri, in un insieme davvero importante per i visitatori. Una nota a margine riguarda la presenza nei due musei, adesso aperti dal martedì alla domenica - quello di palazzo Albizzini e quello sotterraneo degli ex seccatoi a Rignaldello - che segnano un’ottima presenza di visitatori, soprattutto italiani, superiore anche allo stesso periodo dell’anno scorso. Nell’autunno 2021 si concluderà il mandato dell’attuale consiglio di amministrazione della Fondazione Burri Collezione Palazzo Albizzini che, con il presidente Bruno Corà, aveva tra i suoi obiettivi un’ulteriore affermazione nel mondo dell’arte di Alberto Burri, la conclusione dei lavori di “museizzazione” degli ex seccatoi dei tabacco a Rignaldello, sede dei grandi cicli pittorici e nel sotterraneo della grafica del maestro, e la realizzazione di piazza Burri. I prossimi mesi saranno quindi dedicati a portare a termine questi risultati.