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Quintana di Foligno, emozione ed euforia per la riapertura delle taverne

Gabriele Grimaldi
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Emozione ed euforia. Sono le sensazioni riassaporate ieri sera, 27 agosto, nel centro storico di Foligno grazie alla riapertura delle nove taverne rionali in occasione della storica edizione della Quintana 2020 ai tempi del Coronavirus. L’attesa era spasmodica e l’aria carica di quella elettricità che solo il periodo quintanaro riesce a trasmettere. La risposta della gente non è mancata e tanti sono stati i folignati e gli avventori che hanno deciso di gustarsi la prima cena in taverna del 2020 proprio nel giorno di riapertura, rispettando tutte le nuove regole anti contagio diffuse in questi giorni dall’Ente Giostra e dai priori attraverso i propri canali, social e non.

La giornata di ieri non si era aperta nel migliore dei modi possibili per la Quintana. Il motivo? La diffida pubblicata dal Codacons contro l’Ente Giostra e l’amministrazione comunale in cui li invitava “a rivalutare la decisione di far svolgere in ogni caso la manifestazione, quando in tutta Italia simili manifestazioni – si pensi, per esempio, al Palio di Siena – non si sono affatto tenute” perché “il rischio tangibilissimo è che simili eventi possano dare occasione ai focolai Covid-19”. E quindi “mentre in tutta Italia aumentano i contagi, appare assurda la decisione di dare il via libera alla manifestazione, soprattutto con riguardo alla riapertura delle taverne – e alla conseguente, oggettiva difficoltà di far rispettare le misure di contenimento”.

“Sono polemiche che non hanno alcun senso – è stata la risposta del presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli - Fare un esposto la mattina stessa del giorno in cui riapriamo mi sembra un po’ fuori luogo. Noi ci siamo adeguati alle autorizzazioni che ci sono arrivate e che hanno assimilato le taverne ai ristoranti. E per stare ancora più tranquilli abbiamo aggiunto del nostro. Tutti i rioni si sono messi a norma con l’haccp e hanno tolto i minorenni dal servizio al tavolo; chi serve dovrà indossare la mascherina; misuriamo la febbre ad ogni persona che viene e abbiamo messo i termoscanner all’ingresso di ogni taverna, creando delle zone apposite per i controlli; all’interno delle taverne potrà accedere solo chi ha prenotato, che dovrà lasciare il suo numero di telefono e firmare un documento e a ogni rione abbiamo dato 300 mascherine da consegnare alle persone che ne sono sprovviste. Il Codacons può dire quello che vuole, però non è che quando paghiamo l’immondizia o l’Iva, siamo dei professionisti, mentre se riapriamo le taverne sotto Covid non lo siamo più…”.

“Siamo andati ben oltre quanto previsto in termini di miglioramento della sicurezza – ha aggiunto Metelli - e faremo le cose in maniera professionale, precisa e puntuale grazie allo spirito e all’alta professionalità che hanno raggiunto i rioni. Noi siamo il più grande ristorante dell’Umbria e vogliamo fare una festa in tutta tranquillità. Questa gente dovrebbe sostenerci invece di spararci addosso, perché dal 1946 non è mai morto nessuno di Quintana”. Il sindaco Stefano Zuccarini e l’assessore alla Quintana, Decio Barili, hanno preferito non rilasciare dichiarazioni in merito.