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Foligno, ospedale: inizia la fase 3: da lunedì al via le prenotazioni specialistiche

Susanna Minelli
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Lunedì inizia la “fase 3” per l'ospedale San Giovanni Battista di Foligno dopo le polemiche sulla mancata possibilità di prenotare visite. Si è tenuta la conferenza stampa in ospedale con Massimo De Fino, commissario straordinario Usl Umbria 2, Camillo Giammartino, direttore sanitario e il sindaco Stefano Zuccarini.

Come già annunciato dall'assessore regionale alla sanità, Coletto, dovrà essere riattivata la prenotazione delle prestazioni specialistiche.

“Con questa fase 3 riprenderanno piena funzionalità gli ambulatori – ha detto il direttore sanitario Giammartino - Si terranno le attività territoriali, così come verranno riaperte le strutture residenziali e semi residenziali, oltre i centri diurni viste le tante pressioni da parte delle famiglie degli utenti. Si stabilirà una piena riapertura pur mantenendo tutta una serie di criteri di sicurezza. Critica diventerà l’ area di pronto soccorso che farà da filtro agli accessi in struttura. Gli accompagnatori e i visitatori potranno entrare attraverso ingresso programmato e limitato nel tempo” .

Secondo quanto affermato da De Fino, “Verranno riaperti i Cup e si provvederà a chiamare a domicilio le persone che sono in attesa di prestazioni a 30 e 60 giorni. Le attività programmabili verranno ripristinate e per quanto riguarda le liste di attesa lavoreremo su due fronti per cercare di ridurle: con la teleassistenza e con un potenziamento dell’assistenza domiciliare. Le attività di prelievo verranno eseguite in maniera programmata per evitare assembramenti.

Dal primo luglio ripartiranno le visite intramoenia”. De Fino ha tenuto a sottolineare che le prestazioni ospedaliere hanno subito una diminuzione contenuta su quasi tutti i settori nel periodo gennaio – aprile rispetto al 2019. C'è tuttavia da precisare che a gennaio, febbraio e buona parte di marzo il Covid in Umbria, e più nello specifico, nel Folignate non si era ancora manifestato e quindi non era stato applicato nessun protocollo emergenziale. E che nelle statistiche non è considerato il mese di maggio.

“Se prendiamo i numeri grezzi sembra che c'è stata una diminuzione: infatti tra gennaio e aprile 2020 si sono erogate 12mila accessi in pronto soccorso a fronte dei 18mila del 2019. Ma i 6000 accessi di scarto sono da considerarsi tutti codici bianchi e verdi. I codici rossi e gialli sono sovrapponibili in termini numerici. Abbiamo applicato, così come per i ricoveri il principio dell'appropriatezza della prestazione ospedaliera. Se andiamo a vedere i ricoveri dal pronto soccorso su 18mila accessi i ricoverati sono stati 2400 . Quest’anno su 12mila, 2000. I ricoveri complessivi nel periodo considerato del 2019 sono stati 5024 a fronte dei 4086 nel 2020. Per quanto riguarda le visite ambulatoriali nel loro complesso, mese di maggio compreso, hanno subito una riduzione pari al 40%. Per quanto riguarda le attività di screening senologico le prestazioni sono salite da 4189 a 4218. È nella radiologia tradizionale e nelle analisi di laboratorio che abbiamo avuto una riduzione del 60%. Ma gli standard della diagnostica strumentale complessa sono stati mantenuti”, ha concluso De Feo. Infine il commento del sindaco Zuccarini: “Diventare un ospedale Covid è stato un gesto di responsabilità e l'ospedale di Foligno ha dimostrato con i fatti di aver saputo sostenere a pieno questo impegno”.