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Terni, classi smembrate e riduzione dell'orario: braccio di ferro tra preside e genitori

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Maria Luce Schillaci
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A Terni continua il braccio di ferro tra la preside Maria Principato e i genitori delle scuole Battisti e Aldo Moro, motivo del contendere il problema delle classi “smembrate” e i bambini aggregati in più sezioni, decisione che a dire degli stessi genitori va contro ogni logica di contenimento Covid. E’ stata anche interpellata la dottoressa Cecilia Adami, dirigente medico e virologa: “Dal punto di vista epidemiologico - ha detto - la scelta della preside va contro ogni logica igienico sanitaria. L’obiettivo di ridurre al massimo i casi Covid tra gli alunni e gli insegnanti, si ottiene solo riducendo al massimo i contatti. Il rischio è una possibile trasmissione esponenziale e veloce diffusione all’interno del plesso”. La preside si è basata su un progetto che prevede distanziamenti definiti eccessivi dai genitori, distanziamenti con "rima boccale" di 150 centimetri anziché 100 come indicato dalle norme. “Per fare questo – dicono - è dovuta ricorrere allo smembramento delle classi e alla richiesta al Comune di Terni di nuovi spazi aggiuntivi. Gli spazi, che il Comune di Terni si è prontamente adoperato a trovare – rimarcano i genitori - avrebbero un oneroso costo di locazione per il Comune. Invitiamo l’ente alla verifica dell’effettiva necessità prima di procedere con il contratto di locazione”.

Problemi anche di orario: “Per la carenza di organico - spiegano - i due plessi stanno svolgendo delle turnazioni pomeridiane ed estremamente ridotte, in pratica i bambini svolgono attività didattica settimanale per un giorno in meno alla settimana”. “Non accettiamo tale decisione – tuonano - appresa solo a quattro giorni dall’inizio della scuola. Temiamo per la salute dei nostri figli e per quella delle nostre famiglie, inclusi i tanti nonni ai quali dobbiamo chiedere aiuto per gestire il menage famigliare”.