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Omicidio Provenzano, la Corte d'Appello riapre il processo

Il tribunale di Spoleto

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Omicidio Provenzano. Si riparte da zero, o quasi. Ieri la Corte d’Assise d’appello di Perugia ha infatti accolto la richiesta della Procura generale che aveva sollecitato una nuova trascrizione a mezzo perito delle intercettazioni ambientali relative all’omicidio del muratore calabrese che il gup, Valerio D’Andria, aveva giudicato ”incomprensibili” e quindi non abbastanza per confermare la tesi della Procura di Perugia che aveva chiesto due ergastoli e 120 anni di carcere per il delitto di Ponte Felcino. Di lì l’assoluzione di tutti gli imputati al termine del rito abbreviato. Ma il procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini, e il sostituto, Gemma Miliani, hanno fatto ricorso in appello chiedendo appunto, di ripartire da una perizia per la trascrizioni di quelle intercettazioni emerse nell’ambito di un altro procedimento penale. “Ripulite” dai Ris, perché effettuate in un furgone in movimento con molti rumori di fondo, erano quindi diventate materiale probatorio contro Giuseppe Affatato, Vincenzo Bartolo, Salvatore Papaianni e Antonio Procopio. In quelle ambientali, si sentiva, tra l’altro, dire “Ah, l’aviti a tummare? Lo ha detto Salvatore.. lo ha detto? Papaianni?”. E ancora, Gregorio Procopio, ritenuto l’esecutore materiale del delitto ma assolto in via definitiva dalla Cassazione e non più imputabile, diceva: “Mi dispiace che è oggi.. ma stasera a Robertino me lo devo giocare..”. Sottolineano i magistrati, Miliani e Petrazzini nel ricorso in appello, criticando la sentenza di assoluzione: “Che a pronunciare tali concetti siano gli indagati sempre più a ridosso del delitto, certamente non suicidio, nulla significa”. Per l’accusa, che ha fatto ricorso solo per quattro su sei imputati (per gli altri i reati sono prescritti), loro sono i mandanti dell’omicidio avvenuto il 28 maggio del 2005 e rimasto senza colpevole. Provenzano venne ammazzato con un colpo di pistola nel bagno di casa sua. Ieri le difese - tra gli altri gli avvocati, Donatella Panzarola e Cristian Giorni -si sono opposti alla riapertura dell’istruttoria. Si torna in aula il 28 ottobre.