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Accertamenti abusivi su una psicologa, ex capo della omicidi di Perugia condannata a tre anni e tre mesi di reclusione

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Tre anni e tre mesi di reclusione. E’ la sentenza di condanna pronunciata in primo grado dal collegio presieduto da Roberti, giudici a latere Sconacchia e Cavedoni, nei confronti di Monica Napoleoni, ex capo della squadra omicidi della questura di Perugia. Era accusata dal pm Giuseppe Petrazzini di aver svolto accertamenti arbitrari su una psicologa nominata dal tribunale nell’ambito di una controversia con il coniuge. Con lei a processo anche la collega Stefania Zugarini, condannata a tre anni e due mesi. Entrambe erano difese dall’avvocato Nicola Di Mario. Secondo il pm, Napoleoni avrebbe esercitato il proprio potere per scopi personali, commettendo una serie di reati.

 

 

Come il doppio accesso abusivo al sistema informatico - secondo la ricostruzione dell’accusa - del 14 e del 16 novembre 2012. Poi le scritte offensive sui muri davanti alle case del marito e della psicologa. Napoleoni e Zugarini sarebbero state, in questo caso, le mandanti; altre persone sono finite coinvolte come esecutori materiali. Per l’episodio relativo alle scritte sui muri, assoluzione per tutti. Le condanne sono intervenute per Napoleoni e Zugarini solo per accesso abusivo al sistema informativo interforze. Pena più lieve per un’altra poliziotta, Stefania Squarta, difesa da Francesco Maresca e Serena Perna. Napoleoni è stata condannata anche per danneggiamento dell’auto della professionista (assolta invece per questa ipotesi Zugarini). Per l’ex capo della omicidi è caduto inoltre il delitto di diffamazione ai danni della professionista e dell’ex coniuge e per la Zugarini il presunto concorso per violata consegna e rivelazione del segreto d’ufficio. Napoleoni e Zugarini dovranno risarcire i danni da liquidarsi in separata sede, con provvisionale di 10mila, a favore della psicologa e di 5mila per una delle figlie.