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Tragedia a Mykonos, il papà di Carlotta le dedica una poesia e il web si commuove

"E' solo con il baratto che potrei riprender senso"

Marina Rosati
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La città continua a piangere Carlotta Martellini, la giovane 18enne perugina morta il 24 luglio in un incidente stradale nell’isola di Mykonos, dove si trovava in vacanza con le amiche.

Dopo gli strazianti funerali di sabato a Solomeo, durante i quali sono stati letti diversi messaggi da parte delle amiche e anche del cantante Andrea Bocelli, legato alla famiglia, è papà Maurizio a rivolgersi direttamente alla figlia, attraverso una poesia postata ieri mattina sul suo profilo Facebook. Una poesia che esprime parola dopo parola il dolore di un padre che sarebbe disposto a dare la sua vita pur di “veder risplendere i tuoi occhi”.

 

 

La lettera-poesia del papà di Carlotta è diventata subito virale con tanti commenti di sostegno, vicinanza e consolazione da parte dei molti amici e parenti dell’uomo ma anche di moltissimi sconosciuti che hanno cercato di esprimergli parole di conforto. Un conforto, sicuramente difficile da trovare, per un morte così.
Carlotta è infatti venuta a mancare a seguito dello sbandamento della Jeep su cui viaggiava insieme alle amiche. Anche l’altro fuoristrada sul quale stavano altre compagne è finito sugli scogli. 
L’incidente, secondo una prima ricostruzione, si è verificato dopo una curva, prima di un rettilineo che affianca la costiera lungo la provinciale tra Agios Stefanos e Fanari: la prima jeep è volata giù per alcuni metri, seguita dalla seconda, precipitata probabilmente per lo spavento. 
Sulla dinamica del sinistro è l lavoro la polizia greca per ricostruire gli ultimi attimi prima del doppio schianto, avvenuto verso le 3 del mattino mentre le ragazze stavano rientrando a casa dopo una serata passata in un locale dell’isola greca. 

Il testo

Tu, palla di sole a tramontar sull'acqua, par che più non sia. 
Tu, silenzio del mio silenzio a rimembrare il tempo, sei ora l'oltre che mai avrei pensato. 
Ma se una foglia cade di naturalezza, se un alito di vento va a soffiar di struscio in sulla sabbia e se un semicerchio a far dei suoi colori un arcobaleno addosso al cielo riesce a offrir la luce all'anima mia, io lo devo proprio a te.
Te che ancora sei, te che sei me, te che sei te e sei me. O cucciolo mio, o cuore mio fermo ad aspettarti nella bruma più incredula e senza appello, voglio dirti che è solo con il baratto che potrei riprender senso, tanto sarei felice di veder risplendere i tuoi occhi nell'offrirGli questo me finito e non più Maurizio. 
Ma par che non si possa, par che non sia previsto, par che non vi sia spiraglio... anche se non perdo la speranza che Lui, da un momento all'altro, trovi la forza di chiamarmi di bontà per poter restituire alla tua vita la bellezza che oggi grida tutto il mio dolore. Ciao, angelo mio greco. Ti prego... per favore... aiutami. Te ne supplico.

Il tuo babbo