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Perugia, aumentano i prezzi: famiglie costrette a spendere 167 euro in più l'anno

Alessandra Borghi
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Le famiglie di Perugia spendono in media 167 euro in più l'anno per il rialzo dei prezzi. Dato per cui Perugia si colloca al secondo posto della classifica delle città (con oltre 150 mila abitanti) più care secondo l’Unione nazionale consumatori. Un quadro da valutare in rapporto all’Italia, dove l’inflazione su base annua a giugno è negativa per il secondo mese consecutivo. Nel capoluogo umbro, invece, il mese scorso si registra un +0,7%, come a Bolzano e Napoli

A stilare la graduatoria relativa ai capoluoghi e alle città con più di 150 mila abitanti è, come detto, l’Unc in base a dati Istat. Perugia è preceduta da Bolzano, che presenta un aggravio annuo di spesa pari a 223 euro, e seguita da Napoli con 153.  Nella città del grifo, peraltro, la spesa aggiuntiva per famiglia è superiore alla media regionale. In Umbria, che occupa la seconda posizione della classifica delle regioni, l’impennata equivale infatti a 117 euro. Se solo in cinque regioni l’inflazione annua di giugno è positiva, il Cuore verde rientra nel gruppo con un incremento dello 0,5%.

In Comune, in commissione consiliare Bilancio, è stato approvato con 12 voti a favore e un’astensione un ordine del giorno presentato dai gruppi del centrosinistra (Pd, Idee Perugia, Rete civica Giubilei) sul tema delle misure di contrasto all’aumento dei prezzi in città su beni di prima necessità.  Durante la discussione, sono stati ricordati i dati di una relazione dell’Unc relativa all’incremento di spesa per prodotti alimentari: Perugia figurava al nono posto. L’atto proponeva, in sostanza, “accordi con la grande distribuzione, i piccoli venditori e tutte le realtà economiche legate alla filiera deli prodotti alimentari e della loro distribuzione”, perché “la fase due, quella della ripartenza, non può essere all’insegna dell’aumento dei prezzi”. All’incontro hanno partecipato anche l’assessore al commercio, Clara Pastorelli, e il presidente di Adiconsum Umbria, Francesco Ferroni. 

“Mi ritrovo nelle premesse e considerazioni espresse nell’ordine del giorno”, ha sostenuto l’assessore Pastorelli, ricordando le azioni messe in campo dall’amministrazione comunale durante il lockdown a sostegno di famiglie e operatori economici. “Posso confermare la disponibilità della associazioni di categoria a dialogare sia con la rete della Gdo sia con il piccolo commercio, con attenzione ai rincari che, incidendo sulla capacità di spesa dei cittadini, possono comportare minori introiti per i commercianti stessi. Il Comune è inoltre disponibile a dialogare con Palazzo Donini per capire come muoverci su scala regionale”, ha concluso Pastorelli.