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Legge di bilancio, Meloni non vuole perdere tempo: esclusi dietrofront su pos e tetto al contante

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Accelerare e non perdere tempo, per chiudere i lavori della Legge di Bilancio entro le date prefissate. È questa la direzione indicata dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai capigruppo dei partiti che reggono la maggioranza convocati a Palazzo Chigi per un confronto sulle misure contenute nella Manovra. Un confronto sereno su cui il premier ha aperto alla possibilità di una cabina di regia per sciogliere gli ultimi nodi sul testo. La determinazione dell’esecutivo è quella di andare avanti sull’impostazione generale della legge, comprese quelle norme che hanno sollevato le critiche di Bankitalia: su tutte l’innalzamento a 5mila euro del tetto del contante. "In giro per l’Europa i limiti sono molto più alti, quindi vuol dire che non è illegale pagare col contante", spiega il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. Il leghista ricorda che "5mila euro è il limite più basso su cui sta ragionando l’Europa, quindi - osserva l’esponente del Carroccio - siamo assolutamente in linea con gli altri Paesi d’Europa". Dello stesso avviso il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan, per il quale il tetto dei 5mila euro "non ha ragione per essere cambiato". A rispondere alle critiche mosse da Bankitalia è la capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, Licia Ronzulli: "Il giudizio di Bankitalia è il giudizio di Bankitalia. Questa è una manovra fatta da un governo politico, che ha fatto delle scelte politiche di cui rivendica la responsabilità". Una risposta in sintonia con quella del capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, che a chi gli domanda un commento sugli studi che metterebbero in relazione uso del contante ed evasione fiscale, risponde: "Dove sono questi studi? Non ci sono studi che fanno correlazione tra l’utilizzo del contante e l’evasione. Prendiamo atto di quello che possa dire Bankitalia, o delle critiche che ci arrivano, ma pensiamo sia la politica a scegliere e che debba dare l’indirizzo".

 

 

Altro tema sul tavolo dell’incontro è poi quello della soglia di spesa con il pos, fissata a 60 euro. "Per noi non è una battaglia ideologica - dichiara Molinari -. Noi abbiamo posto il tema politico presentando come Lega la possibilità per gli esercenti di accettare pagamenti con una soglia di 15 euro. Ma il punto è il principio. Noi vogliamo che attraverso questo strumento le banche siano più ben disposte a trattare delle commissioni più basse per gli esercenti". Della necessità del taglio delle commissioni bancarie parla anche Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, lanciando l’ipotesi dell’istituzione "di un contributo di solidarietà delle banche che lo pagano per abbassare le spese". Ma oggi a Palazzo Chigi è stato anche il giorno dell’incontro tra il governo e i sindacati, ai quali Meloni ha garantito che "la flat tax non penalizza i lavoratori dipendenti". Il premier ha rassicurato le parti sociali anche su scuola e sanità, spiegando che "le coperture si possono trovare nel Pnrr", e sull’indicizzazione delle pensioni riservandosi "una ulteriore valutazione" pur "difendendo le scelte fatte, perché - ha detto - abbiamo deciso di aiutare chi non ce la faceva. Abbiamo dovuto operare delle scelte". Sul costo del lavoro, l’esecutivo ha garantito la priorità nella sua agenda, pur nella difficoltà di reperire le risorse necessarie. L’incontro ha però deluso i sindacati.

 

 

"Confermiamo il nostro giudizio negativo", ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini: "Le risposte che abbiamo ottenuto hanno confermato le profonde distanze sul fisco, sulla precarietà e sulla tutela del potere d’acquisto - ha spiegato -. Sul portare a 5 il taglio del cuneo e sul fiscal drag non abbiamo avuto risposte, ma solo un generico ’vediamo se ci sono le risorse' ma ci hanno comunicato che l’Ue non dà spazio per modificare la manovra". Serve allora "proseguire la mobilitazione per modificare una manovra" che rischia di danneggiare il mondo del lavoro. Stesso giudizio negativo da parte della Uil: "Abbiamo ribadito il nostro giudizio negativo - ha dichiarato il segretario Pierpaolo Bombardieri -. Non abbiamo ricevuto risposte sulle emergenze, cioè salari e pensioni". Più morbida invece la posizione della Cisl: "Il Governo si è riservato di valutare la possibilità di migliorare i contenuti delle misure nella legge di bilancio - ha detto Luigi Sbarra -. Faranno le loro valutazioni ma in linea di principio condivide nel merito i contenuti e le priorità da verificare".