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Rave party, qualcuno provi a far ragionare il Pd

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Pietro De Leo
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Nel difficile - e meritevole di rispetto - percorso congressuale in cui il Pd deve necessariamente avviare una fase rifondativa, sarebbe opportuno che qualcuno prendesse appunto di quel che è accaduto riguardo al rave di Modena. I fatti: nella notte tra sabato 29 e domenica 30 novembre, una torma di circa 3mila ragazzi si è ritrovata alla periferia di Modena, dopo essersi data appuntamento via social. I giovani hanno dato vita a un rave, ossia musica techno a palla, sballo puro, droghe e alcool, in un capannone industriale ormai in disuso, che loro hanno occupato abusivamente. La situazione di illegalità totale, peraltro in un edificio con problemi strutturali, ha costretto le Forze dell’Ordine ad assumere i dovuti provvedimenti, anche per la circolazione stradale.

Per tutta la domenica, in pratica, il traffico è stato in tilt. I modenesi, che avrebbero voluto trascorrere una giornata di bel tempo per i fatti loro, hanno dovuto rinunciare, così come i turisti che hanno dovuto soprassedere a una gita in città. Tanto che la Confcommercio locale ha parlato di danni seri all’economia della comunità. Ebbene, il ministro dell’Interno Piantedosi, già nella mattinata di domenica, ha fatto quel che va fatto: disporre la liberazione dell’edificio. Qui, però, è scattata la reazione del Pd: “L’ordine di sgomberare ci sorprende e ci preoccupa”, dicono due parlamentari Dem. “Ci vuole responsabilità senza dar fuoco alle polveri salviniane”. L’ex ministro Orlando, invece, la butta sul classico dei classici: perché il rave no e la commemorazione della marcia su Roma a Predappio sì?

Eccolo, il saggio di un Pd del tutto avvitato a parlare una lingua comprensibile solo al proprio interno. Sì, perché evidentemente dalle parti del Nazareno nulla rileva il fatto che un’intera comunità cittadina sia stata sconvolta per un giorno e mezzo, che il legittimo possessore di un immobile si sia vista la sua proprietà occupata; che questi eventi siano accompagnati dal rituale spaccio di droghe e che al loro interno si commercino cibi e bevande senza alcuna norma igienica (e pensare che i dem vorrebbero fare i raggi x agli esercenti). Ancora una volta, quindi, quei due, tre retaggi ideologici, ma religiosamente applicati sulla roba degli altri. Dato di cronaca: alla fine lo sgombero c’è stato, del tutto pacifico, gestito con grande professionalità dalla polizia. Nonostante gli insulti e i gesti di scherno che i partecipanti al rave hanno rivolto alle divise.