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Meloni: "Fuori dal governo chi non è d'accordo con Ue e Nato". Berlusconi: "Indiscutibile il mio atlantismo"

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Il secondo audio shock di Silvio Berlusconi provoca un vero e proprio terremoto nel centrodestra. Dopo 24 ore di riflessione è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia e ormai considerata nuova premier, a prendere posizione. Lo fa con una nota chiarissima: "L'Italia non sarà mai l'anello debole dell'Occidente. E il governo sarà saldamente atlantista". Il messaggio ha il sapore dell'aut aut agli alleati: "Su una cosa sono stata, sono, e sarò sempre chiara: intendo guidare un governo con una linea di politica estera chiara e inequivocabile. L'Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell'Europa e dell'Alleanza atlantica. Chi non fosse d'accordo con questo caposaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo". Parole chiare che mettono definitivamente un punto, se mai ce ne fosse bisogno, sulla posizione di Fratelli d'Italia e della futura presidente del Consiglio dei ministri. 

Anche Silvio Berlusconi affida ad una nota la sua posizione: "In 28 anni di vita politica la scelta atlantica, l'europeismo, il riferimento costante all'Occidente come sistema di valori e di alleanze fra Paesi liberi e democratici sono stati alla base del mio impegno di leader e di uomo di governo. Come ho spiegato al Congresso degli Stati Uniti, l'amicizia e la gratitudine verso quel Paese fanno parte dei valori ai quali fin da ragazzo sono stato educato da mio padre. Nessuno, sottolineo nessuno, può permettersi di mettere in discussione questo". 

"La mia posizione personale e quella di Forza Italia - continua Berlusconi - non si discostano da quella del governo italiano, dell'Unione europea, dell'Alleanza atlantica né sulla crisi ucraina, né sugli altri grandi temi della politica internazionale. Lo abbiamo dimostrato in decine di dichiarazioni ufficiali, di atti parlamentari, di voti alle Camere". Berlusconi sostiene di aver dovuto "ribadire l'ovvio" dopo le dichiarazioni audio diffuse. "La colpa non è degli organi di informazione, ovviamente costretti a diffondere queste notizie, è di chi usa questi metodi di dossieraggio indegni di un Paese civile".