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Giorgia Meloni: "Nessun inciucio con Mario Draghi, solo normale transizione. Serve un governo presto, troppe scadenze"

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Nessun inciucio con Mario Draghi, solo una "ordinata transizione". Il governo? Occorre fare presto perché ci sono tante urgenze. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, rompe il silenzio nella serata di lunedì 3 ottobre. Lo fa con poche dichiarazioni, ma che aiutano a comprendere il lavoro che sta cercando di portare avanti in questi giorni. "Leggo tante cose - dice - Che sono diventata draghiana. Io penso che persone normali che cercano di organizzare una transizione ordinata nel rispetto delle istituzioni facciano una cosa normale, non è che si fa un inciucio". Poco prima fonti del partito avevano voluto precisare che al Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre molto probabilmente sarà ancora Mario Draghi - con cui i contatti sono continui - a rappresentare l'Italia, semplicemente perché non c'è interesse a creare alcuna frattura tra vecchio e nuovo e perché sino a ora i rapporti sono stati ovviamente tenuti dal governo uscente.

Ancora una volta da Fratelli d'Italia si ribadisce che quando sarà il momento, la nuova squadra di governo sarà pronta e all'altezza della situazione. La leader di Fdi aveva trascorso tutta la giornata a Montecitorio, come al solito senza rilasciare dichiarazioni. Ha invitato a non lasciare correre troppo la fantasia nel gioco del toto-ministri. I problemi attualmente sono altri, il primo è senza dubbio la crisi energetica. E Meloni proprio a questo tema ha dedicato diverse ore, incontrando i tecnici e studiando approfonditamente il dossier energia. Lasciando Montecitorio ha ribadito ai cronisti che "cerchiamo di capire quando ci saranno le consultazioni, bisogna fare presto, ci sono troppe scadenze importanti".

La leader di Fratelli d'Italia e probabile nuova premier, ha confermato che il suo chiaro obiettivo è quello di mantenere l'unità della coalizione di centrodestra nonostante le inevitabili tensioni che si stanno consumando in attesa della definizione della squadra di governo, come del resto avviene ogni volta che viene rinnovato l'esecutivo nazionale. "Ragionevolmente" la coalizione si presenterà insieme di fronte al presidente Mattarella nel giorno delle consultazioni. E c'è tempo anche per cercare di spiegare i suoi rapporti con il premier Mario Draghi, oggetto di più e più interpretazioni della stampa. Meloni non commenta ovviamente il "borsino" dei futuri ministri, cancella le polemiche sui tecnici e spiega che non c'è alcuna tensione con Carlo Bonomi, presidente di Confidustria, che in assemblea ha dichiarato che non è il momento di flat tax e pensionamenti anticipati.