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Mario Draghi, gli scenari per il suo futuro. Spuntano Nato, Ue, Ucraina e Quirinale

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Mario Draghi imminente presidente della Repubblica? La voce gira ormai con insistenza, in particolare negli ambienti di centrodestra. Giorgia Meloni, fresca vincitrice delle elezioni politiche e leader di Fratelli d'Italia, sarebbe pronta a proporre il premier uscente come inquilino del Quirinale qualora Sergio Mattarella decida di dimettersi. Fantapolitica? Molto probabile, anche se c'è chi assicura che l'operazione sia fattibile. Del resto Sergio Mattarella prima della rielezione aveva ripetuto in maniera insistente che non era intenzionato a un secondo mandato. Quirinale a parte, quale futuro si prospetta per l'ormai ex presidente del Consiglio dei ministri?

All'interno di Fratelli d'Italia vengono sussurrate quattro ipotesi. La prima è quella di segretario generale della Nato, operazione non certo semplice, considerata l'enorme concorrenza per quel ruolo. La seconda è presidente della Commissione europea, mentre la terza presidente del Consiglio europeo. Nonostante Mario Draghi sia senza alcun dubbio l'italiano più apprezzato e stimato a livello europeo, non sono incarichi da ottenere con un colpo di telefono. Ma c'è un'altra possibilità che si sta facendo strada nelle ultime ore. Giorgia Meloni lo potrebbe proporre come inviato speciale e garante sulla crisi ucraina. 

Nato, Commissione e Consiglio Ue, sono nomine che si "giocheranno" soltanto alla scadenza dei mandati attuali e quindi tra il 2023 e il 2024. Di una cosa sono certi i fedelissimi di Giorgia Meloni e cioè che Draghi faciliterà in tutti i modi il passaggio di consegne. L'opposizione di Fratelli d'Italia è stata considerata sempre leale e rispettosa e il premier uscente più volte ha ripetuto che occorre mettere in primo piano gli interessi del Paese e non quelli di una sola parte politica. Il rapporto tra Meloni e Draghi, inoltre, sembra particolarmente schietto e disteso, tanto che spunta il nome di Fabio Panetta, attuale membro del comitato direttivo della Bce, come possibile ministro dell'Economia in nome della continuità.