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Elezioni, Pd: Ricci il dopo Letta come segretario? "Me lo chiedono in tanti. Dobbiamo fare opposizione netta a Meloni"

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Le elezioni di domenica 25 settembre, che hanno incoronato il centrodestra e Giorgia Meloni, sono state una debacle per il centrosinistra, con il Pd - primo partito della coalizione - che non ha raggiunto nemmeno la soglia tanto sperata del 20%. Un risultato deludente che il leader Enrico Letta ha comunque analizzato a spoglio concluso, dicendo che nonostante tutto "il Pd è il secondo gruppo del Paese e la prima forza di opposizione, nel Parlamento e nel Paese, e faremo un’opposizione dura, intransigente. Il Pd non permetterà che l’Italia esca dal cuore dell’Europa, dove è sempre stata e starà, che l’Italia si stacchi dai valori europei e dai valori costituenti". Letta ha però aggiunto che non continuerà la sua esperienza da segretario. "Serve un congresso di profonda riflessione su cosa è e cosa deve essere il nuovo partito democratico. Serve un nuovo partito democratico di fronte a una destra che più destra non c’è mai stata. Assicurerò la guida del Pd nelle prossime settimane in vista del congresso al quale non mi presenterò come candidato".

 

 

Tra i nomi circolati per assumere la guida del Nazareno c'è quello di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, presidente di Ali e coordinatore nazionale dei sindaci dem. "Ci sono tanti amministratori che me lo stanno chiedendo, vedremo quando sarà ora. Io cercherò di dare il mio contributo di idee, ma il tema non sono le ambizioni personali o i nomi perché dobbiamo rimboccarci le maniche e ricostruire dando una speranza ad un popolo che in queste ore è preoccupato e avvilito", ha detto ai microfoni di Radio 24. Il suo nome ha iniziato a circolare sin dalle prime ore dopo l’esito elettorale insieme a quelli del governatore dell’Emili-Romagna Stefano Bonaccini e della neo parlamentare Elly Schlein. "Se mi candido lo vedremo - continua Ricci - io penso che non sia questo il tempo dei nomi e penso che non basterà neppure il congresso. Occorrerà una fase costituente, aperta e probabilmente dovremo andare anche oltre il Pd. Provare a pensare un rinnovamento vero del nostro soggetto politico dal punto di vista dei contenuti, del linguaggio e dell’organizzazione. Sarà un lavoro non facile, in salita e io darò il mio contributo. Io mi sento la responsabilità di non potermi sottrarre in questo momento. Tanti amministratori mi dicono è l’ora dei sindaci, è l’ora della provincia italiana".

 

 

Nella sua Pesaro, Ricci già nel 2020 ha portato in giunta un esponente del M5S. Un’alleanza che prosegue ancora oggi. "Comprendo bene che un conto è una dinamica locale ed un conto è una dinamica nazionale, ma avremo delle amministrative a breve ed il tema delle alleanze ritornerà centrale - conclude - Ma io penso che non c’è battaglia che si può vincere senza un Pd rigenerato e più forte. Senza un Pd forte l’alleanza non regge mentre se il Pd è forte le alleanze si fanno con più facilità. Dobbiamo guardare con gli occhi della realtà a quello che accadrà nei prossimi mesi: avremo tre opposizioni nei prossimi cinque anni (Pd, M5S e Terzo polo) e la capacità di fare fronte comune delle opposizioni sarà fondamentale".