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Elezioni, Di Maio fuori dal Parlamento: Impegno Civico non ha raggiunto l'1% dei voti. All'uninominale viene sconfitto da Costa

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I numeri non mentono. Luigi Di Maio esce clamorosamente sconfitto dalle elezioni di ieri, domenica 25 settembre. Il suo partito, Impegno Civico, ha preso 166.844 voti alla Camera, lo 0,60%, e 151.264 voti al Senato, lo 0,56%. Il ministro degli Esteri del governo Draghi e del governo Conte Bis - e prima ancora ministro dello Sviluppo Economico nonché vicepresidente del Consiglio nel primo governo Conte - era uscito come vincitore dalla tornata elettorale del 2018: allora leader del Movimento 5 Stelle, Di Maio riuscì a portare i grillini al 32% sia alla Camera che al Senato.

 

 

Poi, però, sono arrivati i primi scontri all'interno del Movimento. A gennaio 2020 sono arrivate le dimissioni irrevocabili da capo politico dei pentastellati per alcuni scontri interni: "I peggiori nemici sono quelli che al nostro interno lavorano non per il gruppo ma per la loro visibilità. Molti in questi mesi mi hanno accusato di esser stato troppo ingenuo - aveva detto nel suo discorso al Tempio di Adriano di Roma - non mi sento tale ma preferisco passare per ingenui che essere considerato un imbroglione. E personalmente continuo a pensarlo nonostante i tanti tradimenti. C'è chi è stato nelle retrovie e, senza prendersi responsabilità è uscito allo scoperto solo per pugnalare alle spalle". Quindi, a giugno 2022 è arrivato l'addio al gruppo di Beppe Grillo e la fondazione di Insieme per il futuro, dove sono confluiti 60 parlamentari del Movimento, mentre a luglio ha fondato assieme a Bruno Tabacci un nuovo partito, Impegno civico. Che però, come detto, non è stato premiato dagli italiani.

 

 

Di Maio, candidato nel collegio uninominale di Napoli Fuorigrotta 2 per la Camera, ha preso il 24,41%, battuto dal candidato del Movimento 5 Stelle Sergio Costa con il 39,72%. Insoma, una vera e propria disfatta.