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Calenda: "Scommetto che Meloni non governerà. Alle elezioni Terzo Polo in doppia cifra"

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Carlo Calenda è pronto a scommettere che Giorgia Meloni non governerà l'Italia dopo le elezioni del 25 settembre. Il leader di Azione e del Terzo Polo è sicuro: "Non credo che arriverà al governo la Meloni, perché i suoi alleati si stanno sciogliendo. Noi stiamo prendendo un sacco di voti da quel lato. Non ce la fa, sono pronto a scommettere. Anche se ha il 25-27%, non governa. Non c'è il premio di maggioranza per la coalizione" in vantaggio. "Noi non ci metteremo mai con lei e a questo punto come governi?", ha detto in conferenza stampa nella sede dell'Associazione della stampa estera in Italia, a Roma.

 

 

Per Calenda, l'obiettivo del Terzo Polo "è che si costruisca una coalizione larga con un programma preciso, che si vada poi di Draghi e chi gli si chieda di governare perché non ci sono alternative". Alla domanda su un bis nell'ultima conferenza stampa, "Draghi non avrebbe potuto rispondere diversamente. È giusto che stia fuori dalla campagna elettorale. Se avesse risposto sì, sarebbe successo un macello. Io ricordo che Mattarella non sarebbe stato disponibile per un secondo mandato ma per la patria il presidente Mattarella ha detto: 'Sì, ci sono'. Se il Terzo polo prenderà più del 10%, bloccando la vittoria della destra, io sono convinto che Draghi, se non ci sono alternative, risponderà come ha sempre risposto per il bene del Paese". La vittoria alle elezioni di Giorgia Meloni "non penso sia un pericolo per la democrazia, penso sia un pericolo per l'Italia, perché non ha una classe dirigente. È evidente che i suoi alleati non la vogliono presidente del Consiglio. È pericolosa per quello che farà nel governo del Paese, non perché reinstaura il fascismo. Il rischio non è trovarsi con il fascio, ma con lo sfascio". Un governo a guida Meloni, infatti, "porterebbe l'Italia dalla Serie A alla Serie C dell'Europa, perché le sue alleanze sono discutibili. Se Meloni diventa presidente del Consiglio, il governo le si sfascia in mano in quattro mesi. È sempre più nervosa e aggressiva e vicina a Vox e Orban".

 

 

Tornando alla campagna elettorale, il leader del Terzo Polo la giudica "pessima, nata in una vera emergenza in cui c'è l'inflazione, la guerra, c'è di tutto. È come se non avessimo imparato nulla negli ultimi 30 anni. Sono tutte promesse mirabolanti da destra e sinistra. Le cose importanti da fare come il rigassificatore di Piombino i partiti li stanno boicottando tutti. Sono 30 anni che si vota contro qualcuno, noi abbiamo fatto un programma non con cose non mantenibili ma che parte dall'agenda Draghi, cioè sì al salario minimo ma anche revisione del reddito di cittadinanza, sì alle energie rinnovabili ma sì anche al rigassificatore di Piombino e al centro di tutto rispettare gli impegni del Pnrr e, quindi, l'opposizione rispetto a coloro che lo vogliono rinegoziare". Sul Movimento 5 Stelle, Calenda dice che "non è una forza di governo, ovunque ha governato ha combinato disastri. C'è un trasformismo unito all'irresponsabilità che non li rende interlocutori. Chi sta attaccando di più Draghi in questa campagna elettorale è Giuseppe Conte". La Lega, invece, "sono convinto che avrà un tracollo elettorale che porterà a emergere la parte della Lega di governo, Zaia, Fedriga, gli amministratori ma anche Giorgetti, che fa parte del governo Draghi, che sono persone più europeiste e molto più ragionevoli. Noi abbiamo bisogno che ci sia una rappresentanza di centrodestra chiaramente più ragionevole". "Il nostro lavoro - ha sottolineato - è costruire un'area di centro. È chiaro che ci vuole una coalizione ampia che, purtroppo, non può comprendere le estreme, perché le estreme sono molto irresponsabili in Italia". Per formare il governo, comunque, "si impiegherà molto, perché ci sarà una situazione di stallo. Sono sicuro che la destra non arriva alla maggioranza e si dovrà aprire una grande discussione per una coalizione alla tedesca, con un foglio grande in cui si scrivono le cose che si devono fare".