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Decreto Aiuti, passa la deroga al tetto di 240mila euro per i manager pubblici. Ira di Draghi contro il ministero del Tesoro

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Un "trattamento economico accessorio", anche in deroga al tetto di 240mila euro previsti per i manager pubblici, è consentito per le figure apicali delle forze dell’ordine, delle forze armate e della Pa. È quanto prevede un emendamento al decreto aiuti bis approvato dal Senato. La deroga è valida per il Capo della polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza, al Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, al Comandante generale della Guardia di finanza e al Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, al Capo di stato maggiore della difesa, ai Capi di stato maggiore di Forza armata, al Comandante del comando operativo di vertice interforze, al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ai Capi Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Capi Dipartimento dei ministeri, al segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Segretari generali dei ministeri. Per ciascuno il trattamento economico è determinato "nel limite massimo delle disponibilità del fondo" determinato con decreto del presidente del Consiglio su proposta del ministro dell’Economia. 

 

 

Insomma un manager pubblico potrà prendere più dell'attuale tetto di 240mila e l'eventuale aumento della remunerazione dipenderà solo dalla disponibilità di risorse di un apposito fondo. La norma, entrata oggi nel decreto aiuti a Palazzo Madama, è stata votata da una larga maggioranza in commissione. Secondo quanto riportato da La Repubblica la novità avrebbe irritato il premier Mario Draghi. Pare che non ne fosse stato informato dal ministero dell'Economia e oltre a non essere d'accordo non ha apprezzato la tempistica considerato il momento delicato che sta vivendo il Paese.