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Elezioni, l'ultimo sondaggio: Fratelli d'Italia primo partito davanti al Pd, cresce il Movimento 5 stelle

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A quindici giorni dal voto, si fermano le pubblicazioni dei sondaggi. E così oggi, venerdì 9 settembre, è stato l'ultimo giorno per pubblicare i dati sulle intenzioni degli italiani. Quel che emerge, secondo il quadro diffuso dall'istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky Tg24, è una crescita del Movimento 5 Stelle, terzo partito, mentre in testa rimane sempre Fratelli d'Italia davanti al Pd. Stando alle intenzioni di voto, la coalizione di centrodestra è al 47,2% (47,3% la scorsa settimana) mentre il centrosinistra al 28% (era al 28,5% la scorsa settimana). Nel dettaglio, il partito di Giorgia Meloni ha il 25,3% (24,2% nella precedente rilevazione), seguito dai Dem al 21,2% (21,9%). La Lega registra un 12,9% (13,5%) mentre i pentastellati ottengono il 13,8% (12,1%). FI è al 7,9% (8,1%); Azione/Italia Viva 5,5% (5,2%); Sinistra italiana/Europa Verde si attestano al 3,4% (3,5%); ItalExit al 2,4% (2,6%); +Europa stabile al 2,2%; Impegno civico è allo 1,2% (0,9%); Noi moderati all'1,1% (1,5%) e Unione popolare all'1% (1,2%). Mentre la quota di indecisi e astenuti tocca quota 41%.

 

 

Ma su chi riporrebbero la loro fiducia gli italiani? Ai primi due posti ci sono sempre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (59%) e il premier Mario Draghi (52%). Tra i leader di partito, il più amato è l'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte (37%), seguito a ruota da Giorgia Meloni (36%), Matteo Salvini (32%), Silvio Berlusconi (31%), Emma Bonino (24%), Enrico Letta (23%), Luigi Di Maio (20%), Carlo Calenda (17%) e Matteo Renzi (16%). Per quanto riguarda la fiducia nella politica in generale, gli italiani continuano a non riporne (79%), mentre esprimono un giudizio positivo sull'operato del governo uscente (55%). In base alla rilevazione, inoltre, gli italiani sarebbero progressisti nei diritti e liberali in economia. Infatti, emerge un grande favore per lo ius scholae (+30% d’accordo nei confronti di chi dissente), così come per la difesa del diritto all’aborto (+28% tra chi non è d'accordo nel trovarla permissiva nei confronti di chi la trova tale), dei diritti dei non eterosessuali (+37% tra chi trova che una legge in materia in Italia sia urgente) e dell’eutanasia (+44% di saldo d'accordo). Anche sulla criminalizzazione della coltivazione e commercio delle droghe leggere c'è un leggero saldo a vantaggio di chi è contrario (+7%). Sul tema economico-assistenziale gli italiani sono a favore di una limitazione del Reddito di Cittadinanza (+30%) e ritengono che gli italiani dovrebbero avere la precedenza (a parità di condizioni) sugli immigrati nell'assegnazione delle case (+38%); sulla flat tax, il 35% degli italiani si dichiara a favore, il 30% contro, con un saldo quindi di +5%. Infine, in politica estera gli italiani rimangono 'europeisti' (saldo +25%). E anche a distanza di mesi, il 43% degli italiani non si pente della scelta di aver imposto le sanzioni alla Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina, mentre il 36%invece ritiene che l'Italia non abbia alcun obbligo a sostenere militarmente l'Ucraina.

 

 

Il rischio astensione però è molto alto: il 45% degli italiani dichiara che andrà sicuramente a votare, percentuale che sale al 64% aggiungendo anche chi probabilmente andrà a votare. Gli indecisi arrivano al 41% Insomma, lo scetticismo degli italiani sulla solidità di entrambe le coalizioni e sull'effettiva capacità dei leader di tenere salda la guida delle coalizioni è alto e proprio secondo i dati del sondaggio, il 16% degli italiani ritiene che il prossimo governo di Centrodestra potrebbe non arrivare a Natale. Percentuale che più che raddoppiata (29%) se nella stessa posizione si trovasse il centrosinistra. Secondo il 21% degli italiani un governo di centrodestra ha una 'speranza di vita' superiore a quella del governo Conte I, mentre se il centrosinistra riuscisse ad avere la maggioranza, solo il 12% darebbe un'aspettativa di durata analoga.