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Sanzioni alla Russia, Salvini: "Alimentano la guerra". Letta: "Mai cedere ai ricatti". Draghi: "Sostegno a Ucraina"

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Poco prima del meeting di Rimini - prima occasione di confronto per i leader dei partiti in ottica elezioni - scontro sul tema della sanzioni alla Russia tra Matteo Salvini (Lega) ed Enrico Letta (Pd). "Io chiedo di valutare l’utilità delle sanzioni, perché se questo strumento funziona andiamo avanti, ma se funziona al contrario, ossia se la Russia vende di più e a maggior prezzo, noi esportiamo di meno e a minor prezzo; noi rischiamo di andare avanti anni, perché uno strumento che doveva servire a dissuadere Vladimir Putin e la Russia dal proseguire nell’attacco, numeri alla mano, ci stanno dimostrando che favorisce quell’economia, quindi non vorrei che le nostre sanzioni stessero alimentando la guerra" dice Salvini.

 

 

Il leader della Lega ha così argomentato: "Sulle sanzioni guardiamo i numeri: le sanzioni dovrebbero colpire, teoricamente, il sanzionato e costringerlo a fermarsi: i numeri delle banche centrali ci dicono che nei primi sei mesi di quest’anno è successo l’esatto contrario, nel senso che l’avanzo commerciale della Russia nei primi sei mesi di quest’anno è di 70 miliardi di dollari; è il primo esempio nella storia delle sanzioni in cui il sanzionato ci guadagna e quello che sanziona ci mena": "Le sanzioni alla Russia sono una scelta europea. Putin ci ricatta e davanti ai ricatti non si risponde con i cedimenti: sarebbe il segnale peggiore che si possa dare" sottolinea il segretario del Pd, Enrico Letta. "Se le sanzioni alla Russia vanno tolte? Per il momento no, finché non si arriva a una conclusione della guerra; è chiaro che le sanzioni non sono eterne, ma bisogna prima far capire alla Federazione Russa che la violazione del diritto internazionale è qualcosa che provoca una reazione da parte della comunità internazionale" ha detto Antonio Tajani, vicepresidente e coordinatore unico di Forza Italia.

 

 

Sul tema ha detto la sua anche Mario Draghi. Il premier è intervenuto al summit promosso dal governo di Kiev dal titolo Crimea Platform. "Desidero esprimere il sostegno dell’Italia a questa iniziativa e all’Ucraina. L’Italia ha sempre condannato l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia e la graduale militarizzazione della penisola da parte di Mosca. Siamo profondamente preoccupati per il peggioramento della situazione dei diritti umani nella penisola e siamo al fianco della comunità tatara di Crimea" ha spiegato.