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Elezioni, Berlusconi: "Rischio astensionismo è alto, avremmo preferito che il governo Draghi continuasse"

Christian Campigli
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Passano gli anni, calano i consensi, ma ancora oggi ogni qualvolta Silvio Berlusconi parla di politica crea consensi e critiche, polemiche e distinguo. In poche parole, il leader di Forza Italia è perfettamente in grado di dettare la cosiddetta agenda. Pochi giorni fa, è bastata una frase sul presidenzialismo per sollevare un autentico polverone. Oggi torna su un nome, quello di Mario Draghi, osannato da alcuni, odiato da altri, finito forse troppo presto in soffitta in questa stramba campagna elettorale 2022.

 

 

"Il rischio di astensionismo è molto alto. Questa è una delle ragioni - non la più importante, naturalmente - per le quali avremmo preferito che il Governo Draghi potesse continuare fino alla fine naturale della legislatura, e si andasse a votare nella primavera del 2023. Non è stato possibile, per il comportamento irresponsabile dei Cinque stelle e per le manovre ambigue del Partito democratico. E quindi non è rimasta altra soluzione che ridare la parola al popolo sovrano, cosa che in un Paese libero costituisce l’essenza della democrazia e quindi non è mai un male". Parole e concetti netti, quelli espressi da Silvio Berlusconi in un'intervista a Politico.eu e riportate dall'agenzia di stampa AdnKronos.

 

 

Il fondatore di Mediaset ha voluto rassicurare i più scettici e soprattutto gli investitori stranieri. L'economia sarà al centro del programma di governo del centrodestra. E certe linee di buonsenso, dettato dall'ex governatore della Banca Europea, non verranno smarrite. Berlusconi, che spera di superare il dieci per cento, si è rivolto a chi, a quaranta giorni dal voto, non sa se andare al seggio e su quale simbolo apporre la croce. Un invito a guardare verso l'ala più moderata tra i conservatori italiani.